Ecografia della spalla: quando farla e cosa rileva
L’ecografia della spalla è un esame diagnostico non invasivo che utilizza ultrasuoni per visualizzare i tessuti molli dell’articolazione scapolo-omerale. A differenza della radiografia, che mostra principalmente le ossa, l’ecografia permette di studiare muscoli, tendini, legamenti e borse sierose, strutture fondamentali per il movimento e la stabilità della spalla. Si tratta di un’indagine particolarmente utile per valutare la cuffia dei rotatori, il gruppo di quattro tendini (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) più frequentemente coinvolto in lesioni e infiammazioni.
L’esame viene eseguito mediante una sonda ecografica che, appoggiata sulla cute, emette onde sonore ad alta frequenza. Gli echi di ritorno vengono trasformati in immagini visualizzabili su un monitor, consentendo al medico di valutare in tempo reale lo stato delle strutture anatomiche. La metodica è completamente indolore e priva di radiazioni ionizzanti, quindi ripetibile senza rischi per il paziente.
Che cosa si vede con l’ecografia alla spalla?
L’ecografia della spalla permette di visualizzare numerose strutture e alterazioni patologiche. In particolare, l’esame consente di identificare:
- lesioni parziali o complete dei tendini della cuffia dei rotatori
- tendiniti e tendinosi, ovvero processi infiammatori o degenerativi a carico dei tendini
- calcificazioni tendinee, depositi di sali di calcio che possono causare dolore intenso
- borsiti, infiammazioni delle borse sierose che facilitano lo scorrimento dei tendini
- versamenti articolari o raccolte di liquido
- rotture muscolari ed ematomi conseguenti a traumi
- ispessimenti o alterazioni strutturali della capsula articolare.
Il medico può inoltre valutare il tendine del capo lungo del bicipite, frequentemente coinvolto in patologie della spalla, e osservare il movimento delle strutture durante specifici gesti articolari. Questa caratteristica dinamica dell’ecografia rappresenta un vantaggio rispetto ad altre metodiche di imaging statico.
Principali indicazioni: quando farla
L’ecografia della spalla viene prescritta quando si sospettano patologie a carico dei tessuti molli dell’articolazione. Le situazioni cliniche più comuni che richiedono questo esame includono:
Dolore persistente: quando il dolore alla spalla si protrae per settimane senza miglioramento spontaneo, interferendo con le attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi o dormire sul lato interessato.
Limitazione funzionale: difficoltà nell’elevare il braccio sopra il livello della spalla, riduzione dell’ampiezza dei movimenti o sensazione di blocco articolare.
Eventi traumatici: cadute, colpi diretti alla spalla o traumi sportivi che possono aver causato lesioni a tendini o muscoli.
Sospetta sindrome da conflitto: dolore che si accentua durante movimenti specifici, tipico della compressione dei tendini sotto l’acromion.
Monitoraggio post-operatorio: controllo della guarigione dopo interventi chirurgici alla spalla o verifica dell’efficacia di trattamenti conservativi.
L’esame risulta particolarmente indicato per sportivi che praticano attività con movimenti ripetitivi sopra la testa (pallavolo, tennis, nuoto) e per lavoratori con sollecitazioni ripetute dell’articolazione.
Come si svolge la procedura
La procedura è semplice e richiede circa 15-20 minuti. Il paziente viene fatto accomodare seduto o disteso, a seconda della zona da esaminare e delle preferenze del medico ecografista. Sulla cute della spalla viene applicato un gel trasparente e denso che ha la funzione di eliminare l’aria interposta tra sonda e pelle, migliorando così la qualità delle immagini.
Il medico appoggia delicatamente la sonda ecografica sulla spalla, spostandola lungo diverse angolazioni per visualizzare tutte le strutture di interesse. Durante l’esame potrebbe essere richiesto di eseguire alcuni movimenti specifici, come alzare il braccio o ruotarlo, per valutare il comportamento dinamico dei tendini. In caso di dolore marcato, l’appoggio della sonda sulla zona infiammata può provocare fastidio temporaneo, ma si tratta di una sensazione transitoria.
Al termine dell’esame, il gel viene rimosso con carta assorbente e il paziente può immediatamente riprendere le proprie attività. Il referto viene generalmente consegnato subito dopo o entro pochi giorni, a seconda della struttura.
Cosa fare prima di un’ecografia alla spalla?
L’ecografia della spalla non richiede alcuna preparazione specifica. Non è necessario essere a digiuno né sospendere eventuali terapie farmacologiche in corso. È consigliabile presentarsi all’appuntamento indossando abiti comodi che permettano di scoprire facilmente la spalla da esaminare, come magliette a maniche larghe o camicie abbottonate davanti.
È utile portare con sé la prescrizione medica e la documentazione clinica precedente, come radiografie, risonanze magnetiche, referti di ecografie precedenti o relazioni di interventi chirurgici. Questa documentazione permette al medico di confrontare l’evoluzione della condizione nel tempo e di contestualizzare meglio i reperti ecografici.
Quanto costa un’ecografia alla spalla?
Presso il poliambulatorio Santagostino Nembro, è possibile effettuare diverse tipologie di ecografia alla spalla a prezzi accessibili:
- Ecografia cuffia dei rotatori (monolaterale): a partire da 83 euro
- Ecografia spalla destra + sinistra (bilaterale): a partire da 100 euro
Il costo può variare in base alla disponibilità del professionista e al momento della prenotazione. L’ecografia alla spalla è un esame fondamentale per individuare infiammazioni, tendiniti, borsiti, calcificazioni o lesioni della cuffia dei rotatori, permettendo di definire il percorso terapeutico più adeguato.
Meglio ecografia o risonanza alla spalla?
La scelta tra ecografia e risonanza magnetica dipende dal quesito diagnostico e dalla situazione clinica specifica. L’ecografia rappresenta l’esame di prima scelta per lo studio dei tessuti molli superficiali e offre numerosi vantaggi: è veloce, economica, priva di controindicazioni, ripetibile e permette una valutazione dinamica durante il movimento. Risulta particolarmente efficace nell’identificare lesioni tendinee, borsiti e calcificazioni.
La risonanza magnetica, invece, fornisce una visione più completa dell’intera articolazione, incluse strutture profonde difficilmente raggiungibili dagli ultrasuoni, come il cercine glenoideo e la cartilagine articolare. È indicata quando l’ecografia non è conclusiva, in presenza di quadri complessi o prima di un intervento chirurgico che richiede una mappatura precisa delle lesioni.
In molti casi, l’ecografia costituisce il primo approccio diagnostico. Se i risultati non chiariscono completamente il problema o si sospettano patologie articolari profonde, il medico può suggerire di integrare con una risonanza magnetica. Per una valutazione completa delle problematiche muscolo-scheletriche, può essere utile una visita ortopedica, mentre nei casi che richiedono riabilitazione si può ricorrere alla fisioterapia. Spesso le tendiniti della spalla e i dolori articolari trovano beneficio da un approccio diagnostico integrato che unisce imaging e valutazione clinica specialistica.