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Prevenire e gestire la tendinite: guida pratica per tutti i livelli

La tendinite è un’infiammazione che colpisce i tendini, le strutture fibrose ed elastiche che collegano i muscoli alle ossa. Queste importanti componenti del nostro apparato muscolo-scheletrico trasmettono la forza muscolare alle ossa, permettendo il movimento delle articolazioni. La tendinite si sviluppa principalmente a causa di sollecitazioni eccessive o ripetute, ma può derivare anche da altre cause, come lesioni traumatiche o malattie sistemiche.

Esistono diverse tipologie di tendinite a seconda della localizzazione e delle cause scatenanti. Due forme principali sono la tendinite lungo il decorso del tendine e la tendinite inserzionale. La prima si verifica maggiormente in situazioni di attrito e frizione continua, mentre la seconda è causata dalla sollecitazione del punto di contatto fra il tendine e l’osso.

Dove fa male la tendinite: le sedi più comuni

Il dolore da tendinite si manifesta in punti specifici del corpo, generalmente in corrispondenza delle zone dove i tendini svolgono un lavoro intenso o sono sottoposti a stress ripetuti.

Le localizzazioni più frequenti includono:

SedeCaratteristiche del dolore
SpallaDolore nella parte laterale e anteriore, accentuato alzando il braccio sopra la testa o durante movimenti di rotazione
GomitoEpicondilite laterale: dolore sulla parte esterna; epitrocleite: dolore sulla zona interna
Polso e manoDolore alla base del pollice (tendinite di De Quervain), aggravato da movimenti di presa e torsione
AncaDolore nella zona laterale o all’inguine, soprattutto durante la deambulazione o salendo le scale
GinocchioDolore nella parte anteriore sotto la rotula (tendinite rotulea), tipico durante corsa o salti
CavigliaDolore e rigidità nella parte posteriore (tendinite achillea), evidente al mattino o dopo sforzi

Il dolore tipico è localizzato, aumenta con il movimento specifico che sollecita il tendine coinvolto e può accompagnarsi a rigidità articolare mattutina o dopo periodi di inattività.

Quando la tendinite non passa: cosa fare

Se una tendinite persiste oltre le 6-8 settimane, significa che la strategia adottata non è sufficiente o adeguata. Il primo passo è rivedere l’approccio terapeutico insieme a un professionista sanitario specializzato.

Le azioni concrete da intraprendere sono:

Rivalutare il livello di carico: il riposo assoluto prolungato indebolisce il tendine, mentre una ripresa troppo brusca lo sovraccarica. Serve un piano graduale di reintroduzione del movimento che bilanci protezione e stimolazione.

Inserire esercizi di rinforzo progressivo: gli esercizi eccentrici (che allungano il muscolo sotto tensione) hanno dimostrato efficacia nel trattamento delle tendinopatie croniche, migliorando la tolleranza del tendine al carico.

Modificare i gesti ripetitivi: se il dolore è legato a movimenti lavorativi o sportivi specifici, è necessario identificare gli errori tecnici o i sovraccarichi e correggerli.

Considerare la fisioterapia: un percorso riabilitativo mirato, che includa terapia manuale e progressione di esercizi personalizzati, rappresenta il trattamento di elezione per le tendinopatie persistenti attraverso la fisioterapia.

Valutare fattori sistemici: condizioni come diabete, alterazioni metaboliche o uso di determinati farmaci possono influenzare la guarigione tendinea e vanno considerate nella gestione complessiva.

L’approccio dev’essere attivo: le terapie passive (come alcuni elettromedicali) possono dare sollievo temporaneo ma non modificano la capacità del tendine di tollerare il carico.

Quale malattia fa infiammare i tendini

Diverse condizioni possono causare infiammazione tendinea, andando oltre il semplice sovraccarico meccanico.

CondizioneCaratteristiche
Artropatie infiammatorieArtrite reumatoide, spondilite anchilosante, artrite psoriasica: dolore bilaterale, rigidità mattutina prolungata, possibili sintomi sistemici
InfezioniTenosinovite infettiva: dolore acuto, gonfiore marcato, arrossamento, impossibilità a muovere la zona
Disordini metaboliciDiabete, dislipidemie, patologie tiroidee: alterano la struttura tendinea, ritardano la guarigione
Malattie da depositoGotta, condrocalcinosi: depositi di cristalli, infiammazione acuta, dolore intenso

Quando una tendinite non risponde ai trattamenti abituali o si presenta in modo atipico, è importante escludere queste condizioni attraverso una valutazione medica approfondita.

Come capire se la tendinite è grave

Alcuni segnali indicano che la situazione richiede attenzione medica urgente o approfondimenti diagnostici.

I segni di allarme includono:

  • dolore improvviso e intenso, come uno schiocco o uno strappo, che può indicare una rottura tendinea
  • impossibilità completa di muovere l’articolazione o di caricare peso
  • gonfiore marcato e rapido, soprattutto se accompagnato da arrossamento e calore, che può suggerire un’infezione
  • deformità visibile della zona colpita
  • dolore che peggiora progressivamente nonostante il riposo e le cure
  • sintomi sistemici come febbre, malessere generale o perdita di peso.

Una tendinite viene considerata complessa quando:

  • persiste oltre i 3 mesi nonostante un trattamento appropriato
  • limita significativamente le attività quotidiane e lavorative
  • si presenta in soggetti con altre patologie che possono influenzare la guarigione
  • mostra all’imaging (ecografia o risonanza) alterazioni strutturali importanti come rotture parziali o degenerazione avanzata.

In presenza di questi elementi, è necessaria una valutazione specialistica fisiatrica o ortopedica per definire il percorso terapeutico più adeguato, che può includere anche trattamenti infiltrativi o, raramente, chirurgici.

Tendinite: quanto può durare

La durata di una tendinite dipende da diversi fattori: la sede, la gravità iniziale, la tempestività del trattamento e la risposta individuale.

Tipo di tendiniteDurataCaratteristiche
Acuta2-4 settimaneRisponde bene al riposo relativo, riduzione del carico e antinfiammatori se necessario
Subacuta4-12 settimaneRichiede approccio strutturato con progressiva reintroduzione del carico ed esercizi mirati
CronicaOltre 3 mesiNecessita da 3 a 6 mesi di riabilitazione progressiva; possono permanere lievi sintomi residui

Fattori che rallentano la guarigione includono l’età avanzata, la presenza di patologie sistemiche, il fumo, una ripresa troppo precoce delle attività che hanno causato il problema e la mancanza di un programma riabilitativo adeguato.

Cosa prendere per la tendinite che non passa

Quando una tendinite diventa persistente, i farmaci da soli non risolvono il problema ma possono essere d’aiuto nel controllo del dolore durante il percorso riabilitativo.

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, ketoprofene o diclofenac possono essere utilizzati per brevi periodi (massimo 7-10 giorni consecutivi) nelle fasi di riacutizzazione. In forma topica (gel o cerotti) hanno minori effetti collaterali sistemici.

Il paracetamolo rappresenta un’alternativa per il controllo del dolore quando gli antinfiammatori sono controindicati o non tollerati.

Gli integratori di collagene vengono spesso proposti, ma l’evidenza scientifica sulla loro efficacia nelle tendinopatie rimane limitata e controversa.

In casi selezionati, sotto prescrizione medica specialistica, possono essere valutate infiltrazioni con corticosteroidi (da usare con cautela per i possibili effetti negativi sul tendine) o con altre sostanze come il PRP (plasma ricco di piastrine), ancora oggetto di studio per definirne l’effettiva efficacia.

La vera “cura” per una tendinite cronica resta però il carico progressivo controllato: solo stimolando gradualmente il tendine questo può riorganizzare le proprie fibre e ritornare a tollerare le sollecitazioni quotidiane e sportive. I farmaci supportano questo processo ma non lo sostituiscono