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Il dolore al petto: le varie cause e quando preoccuparsi

Il dolore al petto rappresenta uno dei sintomi che più spesso spinge le persone a cercare assistenza medica urgente, generando comprensibile ansia per il timore di un possibile infarto cardiaco.

In realtà, le cause del dolore toracico sono molteplici e nella maggior parte dei casi non sono di origine cardiaca. Tuttavia, saper distinguere i caratteri del dolore che possono indicare una condizione grave da quelli di natura benigna è fondamentale per una gestione appropriata e tempestiva di questo sintomo comune.

Anatomia del torace e origine del dolore

Il torace è una regione anatomica complessa che contiene numerose strutture capaci di generare dolore: il cuore e i grandi vasi, i polmoni e la pleura, l’esofago, la parete toracica con muscoli e costole, i nervi intercostali e le strutture del mediastino. Ogni struttura può essere sede di patologie che si manifestano con dolore toracico, ma con caratteristiche spesso distintive.

Il dolore toracico può originare da meccanismi diversi: ischemia (ridotto apporto di sangue), infiammazione, spasmo muscolare liscio, irritazione pleurica, compressione o irritazione nervosa, e trauma diretto. La localizzazione, l’irradiazione, la qualità del dolore e i fattori scatenanti o di sollievo forniscono indizi importanti per identificarne l’origine.

La percezione del dolore toracico è inoltre influenzata dall’innervazione della regione: le afferenze sensitive del cuore, dell’esofago e delle strutture mediastiniche convergono a livello dei segmenti spinali C8-T4, spiegando perché diverse patologie possano causare dolori simili o irradiazioni sovrapponibili.

Cause comuni del dolore al petto

Le cause del dolore toracico possono essere classificate in base all’organo di origine, distinguendo tra cause cardiache, polmonari, gastrointestinali, muscolo-scheletriche e altre cause sistemiche.

Cause cardiache

Le patologie cardiache rappresentano le cause più temute di dolore toracico, anche se statisticamente non sono le più frequenti nei pazienti che si presentano al pronto soccorso.

Sindrome coronarica acuta: Include l’infarto del miocardio e l’angina pectoris instabile. Il dolore è tipicamente descritto come oppressivo, “a morsa”, localizzato al centro del torace dietro lo sterno, con possibile irradiazione al braccio sinistro, collo, mandibola o epigastrio. Si accompagna spesso a sudorazione profusa, nausea, vomito e sensazione di morte imminente.

Angina stabile: Il dolore ha caratteristiche simili all’infarto ma è scatenato da sforzi fisici o stress emotivo e si risolve con il riposo o la nitroglicerina entro pochi minuti. L’intensità e la soglia scatenante rimangono relativamente costanti nel tempo.

Pericardite: L’infiammazione del pericardio causa un dolore tipicamente acuto e puntorio, che peggiora con l’inspirazione profonda, la tosse e la posizione supina, mentre migliora sedendosi e piegandosi in avanti. Può accompagnarsi a febbre e sfregamenti pericardici all’auscultazione.

Dissezione aortica: Rappresenta un’emergenza assoluta. Il dolore è descritto come “lacerante” o “a pugnalata”, di intensità massima fin dall’esordio, spesso localizzato tra le scapole e irradiato lungo il decorso aortico. Può associarsi a deficit di polsi periferici e sintomi neurologici.

Cause polmonari

Le patologie polmonari e pleuriche sono una causa frequente di dolore toracico, spesso associato a sintomi respiratori.

Embolia polmonare: Il dolore è spesso pleuritico (accentuato dall’inspirazione), associato a dispnea improvvisa, tachicardia e talvolta emottisi. L’intensità varia dalla forma lieve a quella massiva con shock cardiogeno.

Pneumotorace spontaneo: Causa dolore acuto monolaterale associato a dispnea improvvisa. È più comune nei giovani maschi, fumatori, longilinei. Il dolore è tipicamente puntorio e si accompagna a riduzione del murmure vescicolare dal lato interessato.

Pleurite: L’infiammazione della pleura causa dolore acuto che peggiora marcatamente con l’inspirazione, la tosse e i movimenti del tronco. Può essere secondaria a infezioni, neoplasie o malattie autoimmuni.

Polmonite: Il dolore pleuritico si associa a febbre, tosse produttiva, dispnea e compromissione delle condizioni generali. L’esame obiettivo può rivelare rantoli crepitanti e ottusità alla percussione.

Cause gastrointestinali

L’esofago condivide con il cuore parte dell’innervazione sensitiva, rendendo spesso difficile distinguere il dolore esofageo da quello cardiaco.

Reflusso gastroesofageo: Causa bruciore retrosternale (pirosi) che tipicamente peggiora dopo i pasti, in posizione supina o con la flessione del tronco. Può mimare l’angina pectoris e rispondere agli antiacidi.

Spasmo esofageo: Determina dolore costrittivo retrosternale che può irradiarsi al collo e alle braccia, molto simile all’angina. Può essere scatenato dall’ingestione di liquidi molto caldi o freddi.

Rottura esofagea (sindrome di Boerhaave): Rappresenta un’emergenza chirurgica. Il dolore è intensissimo, spesso seguito da vomito con sangue, e si associa a enfisema sottocutaneo palpabile al collo e al torace.

Ulcera peptica: Quando localizzata in sede alta, può causare dolore epigastrico che si irradia al torace, spesso correlato ai pasti e alleviato da antiacidi o cibo.

Cause muscolo-scheletriche

Rappresentano la causa più frequente di dolore toracico nei pazienti che si presentano agli ambulatori di medicina generale.

Dolore muscolare: Causato da sforzi eccessivi, posture scorrette o traumi minori. Il dolore è tipicamente localizzato, aggravato dai movimenti e dalla palpazione dei muscoli interessati.

Costocondrite: L’infiammazione delle cartilagini costali causa dolore localizzato che si esacerba con la pressione digitale sulle articolazioni costo-condrali e con i movimenti respiratori.

Sindrome di Tietze: Variante della costocondrite caratterizzata da tumefazione dolorosa delle cartilagini costali, più comune nei giovani adulti.

Fratture costali: Conseguenti a traumi diretti, causano dolore intenso localizzato che peggiora marcatamente con l’inspirazione, la tosse e i movimenti del tronco.

Herpes zoster: Nella fase pre-eruttiva può causare dolore intenso e bruciante lungo il decorso di un dermatomero toracico, prima della comparsa delle caratteristiche vescicole cutanee.

Altre cause

Disturbi d’ansia e attacchi di panico: Possono causare dolore toracico associato a palpitazioni, sudorazione, tremori e sensazione di soffocamento. Il dolore è spesso descritto come oppressivo o puntorio.

Patologie mammarie: Nelle donne, le patologie benigne della mammella possono causare dolore toracico, spesso correlato al ciclo mestruale.

Nevralgia intercostale: Irritazione dei nervi intercostali causa dolore acuto, tipo “scossa elettrica”, lungo il decorso delle costole.

Origine Localizzazione Qualità Durata Fattori scatenanti Sintomi associati
Cardiaca Retrosternale Oppressivo, “a morsa” >20 min (infarto) Sforzo, stress Sudorazione, nausea
Muscolare Localizzato Tirante, crampi Ore-giorni Movimenti Peggiora alla palpazione
Pleurica Monolaterale Puntorio, acuto Variabile Respiro profondo Dispnea
Esofagea Retrosternale Bruciore 30-60 min Pasti, posizione Rigurgito, disfagia
Ansia Precordiale Oppressivo Minuti-ore Stress emotivo Palpitazioni, tremore

Quando preoccuparsi per il dolore al petto

La valutazione del dolore toracico richiede sempre un’attenta analisi delle caratteristiche del sintomo e del contesto clinico. Alcuni elementi devono far sospettare immediatamente una causa grave che necessita di valutazione urgente.

Segnali di allarme immediato

Determinate caratteristiche del dolore toracico richiedono assistenza medica immediata o chiamata al 118:

Caratteristiche del dolore ad alto rischio:

  • Dolore intenso, oppressivo, “a morsa” o “schiacciante”
  • Localizzazione retrosternale o precordiale
  • Irradiazione a braccio sinistro, collo, mandibola, schiena
  • Durata superiore a 20 minuti senza miglioramento
  • Dolore lacerante di intensità massima fin dall’esordio

Sintomi associati gravi:

  • Sudorazione profusa e improvvisa
  • Nausea e vomito intensi
  • Dispnea grave o sensazione di soffocamento
  • Perdita di coscienza o presincope
  • Cianosi (colorito bluastro di labbra e estremità)
  • Sensazione di morte imminente

Contesto clinico ad alto rischio:

  • Età superiore a 40 anni negli uomini, 50 nelle donne
  • Fattori di rischio cardiovascolari (diabete, ipertensione, fumo, dislipidemia)
  • Storia familiare di infarto precoce
  • Precedenti eventi cardiovascolari
  • Assunzione di cocaina o altre droghe stimolanti

Dolore toracico atipico ma preoccupante

Alcune presentazioni atipiche del dolore cardiaco possono essere misconosciute, particolarmente in donne, anziani e diabetici:

  • Dolore localizzato solo nelle sedi di irradiazione (braccio, mandibola, schiena)
  • Dolore epigastrico intenso interpretato come “indigestione”
  • Prevalenza di dispnea con dolore minimo o assente
  • Stanchezza estrema e improvvisa senza dolore evidente
  • Vertigini o sincope associate a fastidio toracico lieve

Criteri per la valutazione medica urgente

La valutazione medica urgente è indicata in presenza di:

  • Qualsiasi dolore toracico nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolari
  • Dolore toracico associato a dispnea, palpitazioni o sudorazione
  • Dolore che non risponde ai comuni analgesici
  • Modificazioni di un dolore toracico preesistente (peggioramento, cambio di caratteristiche)
  • Primo episodio di dolore toracico significativo dopo i 40 anni

Cosa fare in caso di dolore al petto

La gestione immediata del dolore toracico dipende dalla gravità dei sintomi e dal sospetto clinico, ma alcune misure generali devono essere sempre considerate.

Valutazione immediata

Quando si manifesta dolore toracico, è importante valutare rapidamente alcune caratteristiche fondamentali:

Autovalutazione del dolore:

  • Intensità su scala 1-10
  • Localizzazione precisa e irradiazione
  • Qualità del dolore (oppressivo, puntorio, bruciante)
  • Durata dell’episodio
  • Fattori scatenanti evidenti
  • Presenza di sintomi associati

Misurazione dei parametri vitali se possibile:

  • Frequenza cardiaca e pressione arteriosa
  • Frequenza respiratoria
  • Saturazione di ossigeno se disponibile

Misure immediate di primo soccorso

In attesa dell’assistenza medica, alcune misure possono essere utili:

Posizionamento: Far sedere o sdraiare il paziente in posizione comoda, preferibilmente con il busto leggermente sollevato se non ci sono controindicazioni.

Ossigeno: Se disponibile e il paziente presenta dispnea o cianosi, somministrare ossigeno a bassi flussi.

Farmaci: Se il paziente ha una diagnosi nota di angina e possiede nitroglicerina sublinguale, può assumerla secondo le prescrizioni mediche (massimo 3 dosi a distanza di 5 minuti). Non somministrare altri farmaci senza prescrizione medica.

Aspirina: In caso di forte sospetto di infarto e in assenza di allergie note o controindicazioni (ulcera peptica attiva, disturbi della coagulazione), può essere somministrata aspirina 160-325 mg da masticare.

Quando chiamare il 118

La chiamata al servizio di emergenza deve essere effettuata immediatamente nelle seguenti situazioni:

  • Dolore toracico intenso e persistente (>10 minuti)
  • Dolore associato a difficoltà respiratorie gravi
  • Perdita di coscienza o confusione mentale
  • Sudorazione profusa con malessere generale
  • Cianosi o pallore marcato
  • Vomito persistente associato a dolore toracico
  • Qualsiasi dubbio sulla gravità della situazione
🚨 CHIAMA SUBITO IL 118 ⚠️ VALUTAZIONE MEDICA URGENTE ✅ POSSIBILE ATTESA
  • Dolore intenso >20 min
  • Sudorazione profusa
  • Difficoltà respiratorie
  • Perdita coscienza
  • Dolore lacerante intenso
  • Dolore con fattori rischio
  • Primo episodio >40 anni
  • Non risponde ad analgesici
  • Cambiamento dolore noto
  • Dolore + palpitazioni
  • Dolore riproducibile
  • Peggiora con movimenti
  • Localizzato e puntorio
  • Migliora con riposo
  • Correlato a postura

Trasporto in ospedale

Durante il trasporto in ospedale è importante:

  • Mantenere il paziente calmo e rassicurarlo
  • Monitorare i parametri vitali
  • Tenere nota dell’evoluzione dei sintomi
  • Portare con sé l’elenco dei farmaci assunti e la documentazione medica disponibile
  • Evitare sforzi fisici

Come capire se il dolore al petto è muscolare

Il dolore toracico di origine muscolo-scheletrica presenta caratteristiche distintive che aiutano a differenziarlo dalle cause più gravi:

Caratteristiche del dolore muscolare

Localizzazione: Il dolore muscolare è tipicamente ben localizzato e il paziente riesce a indicare con precisione il punto di maggior dolore. È spesso unilaterale e può essere superficiale o profondo.

Qualità del dolore: Viene descritto come “tirante”, “contratto”, “rigido” o “come un crampo”, piuttosto che oppressivo o costrittivo come il dolore cardiaco.

Fattori scatenanti: È chiaramente correlato a movimenti specifici del tronco, delle braccia o del collo. Peggiora con determinati movimenti e migliora con il riposo e l’immobilità.

Risposta alla palpazione: Il dolore muscolare aumenta significativamente con la pressione digitale sui muscoli interessati o sui punti trigger. Questo elemento è quasi patognomonico del dolore muscolo-scheletrico.

Durata e andamento: Può persistere per ore o giorni, spesso con andamento variabile durante la giornata, tipicamente peggiore al mattino dopo il riposo notturno.

Test di provocazione

Alcuni semplici test possono aiutare a identificare l’origine muscolare del dolore:

  • Movimenti attivi: Rotazione del tronco, flessione laterale, sollevamento delle braccia sopra la testa
  • Test di stiramento: Allungamento dei muscoli pettorali e intercostali
  • Palpazione sistematica: Pressione sui muscoli pettorali, intercostali e paravertebrali

Se il dolore viene riprodotto o significativamente modificato da questi test, è molto probabile un’origine muscolo-scheletrica.

Dolore al petto e infarto: le differenze

Distinguere il dolore dell’infarto da altre cause è cruciale per una gestione appropriata. Il dolore dell’infarto del miocardio ha caratteristiche specifiche che, quando presenti, devono far sospettare immediatamente questa diagnosi.

Caratteristiche del dolore da infarto

Localizzazione tipica: Il dolore è generalmente retrosternale, descritto come “dietro il petto”, “nel centro del petto” o “come se qualcuno premesse forte sul petto”.

Qualità del dolore: Viene tipicamente descritto come:

  • Oppressivo o costrittivo (“come una morsa”)
  • Peso o pressione sul petto (“come un elefante seduto sul petto”)
  • Bruciore intenso retrosternale
  • Sensazione di “schiacciamento”

Irradiazione caratteristica: Il dolore può estendersi a:

  • Braccio sinistro (più comune) o destro
  • Collo e mandibola
  • Schiena, tra le scapole
  • Epigastrio (regione dello stomaco)

Durata: Il dolore dell’infarto dura tipicamente più di 20 minuti e non si risolve con il riposo o la nitroglicerina (a differenza dell’angina stabile).

Sintomi associati all’infarto:

  • Sudorazione profusa e improvvisa (“sudore freddo”)
  • Nausea e vomito
  • Dispnea (difficoltà respiratoria)
  • Senso di morte imminente
  • Debolezza estrema
  • Vertigini o lipotimia

Quando il dolore al petto non è un infarto

Alcune caratteristiche rendono meno probabile la diagnosi di infarto:

Caratteristiche atipiche per infarto:

  • Dolore puntorio, “a fitte” o superficiale
  • Dolore che peggiora con i movimenti respiratori
  • Dolore riproducibile con la palpazione
  • Dolore che migliora con il movimento o specifiche posizioni
  • Dolore di durata molto breve (secondi) o molto prolungata (giorni) senza variazioni
  • Dolore localizzato in aree atipiche (sotto il seno sinistro, lateralmente)

Contesto clinico non suggestivo:

  • Età giovane (sotto i 30 anni) senza fattori di rischio
  • Assenza completa di fattori di rischio cardiovascolari
  • Dolore scatenato chiaramente da sforzi fisici muscolari
  • Storia di dolori toracici ricorrenti simili con accertamenti negativi

Tuttavia, è importante ricordare che l’infarto può presentarsi in modo atipico, specialmente nelle donne, negli anziani e nei diabetici. In caso di dubbio, è sempre preferibile una valutazione medica urgente.

La gestione del dolore toracico richiede sempre un approccio attento e sistematico. Mentre la maggior parte dei casi ha origine benigna, la capacità di riconoscere i segnali di allarme e di agire tempestivamente può fare la differenza tra la vita e la morte nei casi più gravi. L’educazione del paziente sui segni di allarme e sulle misure immediate da adottare rappresenta un elemento fondamentale della prevenzione secondaria cardiovascolare.