Skip to content

Vertigini: cause, sintomi e quando consultare il medico

Le vertigini rappresentano una sensazione illusoria di movimento: chi ne soffre percepisce che l’ambiente circostante ruoti, ondeggi o si sposti, oppure avverte il proprio corpo muoversi nello spazio anche quando è fermo. Questa percezione può manifestarsi con intensità variabile, da un leggero senso di instabilità fino a episodi così marcati da impedire di stare in piedi o di svolgere le normali attività quotidiane.

Si tratta di un sintomo piuttosto comune che può durare pochi secondi, minuti o protrarsi per ore e giorni. Non costituisce una malattia in sé, ma rappresenta il segnale di un disturbo sottostante che può avere origini diverse, dall’orecchio interno al sistema nervoso centrale.

Vertigini o capogiro: qual è la differenza

Spesso i termini vertigini e capogiro vengono usati come sinonimi, ma dal punto di vista medico indicano sensazioni diverse. Le vertigini vere e proprie sono caratterizzate dalla percezione di un movimento rotatorio: la persona ha l’impressione che gli oggetti girino intorno o che sia il proprio corpo a ruotare. Questa sensazione è definita “vertigine oggettiva” quando sembra che l’ambiente si muova, o “vertigine soggettiva” quando si percepisce il movimento del proprio corpo.

Il capogiro, invece, indica una sensazione più generica di instabilità, sbandamento o perdita di equilibrio, senza la componente rotatoria tipica della vertigine. Chi sperimenta un capogiro può avvertire una sensazione di testa vuota, di svenimento imminente o di difficoltà a mantenere la posizione eretta, ma senza la percezione di rotazione dell’ambiente.

Questa distinzione aiuta i medici a orientarsi nella diagnosi, poiché le vertigini in senso stretto suggeriscono più spesso un problema dell’apparato vestibolare, mentre il capogiro può avere cause più variegate.

Le cause principali delle vertigini

Le vertigini si classificano in due categorie principali in base alla loro origine: periferiche e centrali.

Vertigini periferiche

Sono le più frequenti e derivano da alterazioni dell’orecchio interno o del nervo vestibolare. L’apparato vestibolare, situato nell’orecchio interno, è responsabile del mantenimento dell’equilibrio e della percezione della posizione del corpo nello spazio. Quando questo sistema non funziona correttamente, si generano le vertigini.

La causa più comune è la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), provocata dallo spostamento degli otoliti: piccoli cristalli di carbonato di calcio che, quando si muovono dalla loro sede naturale all’interno dei canali semicircolari, provocano vertigini intense scatenate da movimenti specifici della testa.

Altre cause periferiche includono la labirintite, un’infiammazione del labirinto spesso conseguente a infezioni virali o batteriche, e la neurite vestibolare, che colpisce il nervo vestibolare compromettendone la funzione. La sindrome di Ménière è una patologia più rara caratterizzata da episodi ricorrenti di vertigini intense associati a problemi uditivi come acufeni e perdita progressiva dell’udito.

Vertigini centrali

Meno frequenti ma potenzialmente più gravi, originano da disturbi che interessano il sistema nervoso centrale, in particolare il cervelletto e il tronco encefalico. Tra le cause possibili ci sono l’ictus, l’attacco ischemico transitorio (TIA), l’emicrania vestibolare, la sclerosi multipla, i traumi cranici e, più raramente, tumori cerebrali o lesioni del tronco encefalico.

CaratteristicaVertigini perifericheVertigini centrali
OrigineAlterazioni dell’orecchio interno o del nervo vestibolareDisturbi del sistema nervoso centrale (cervelletto e tronco encefalico)
FrequenzaPiù frequentiMeno frequenti ma potenzialmente più gravi
Intensità e durata—Meno intense ma più persistenti
Sintomi uditiviSpesso associatiNon necessariamente associati
Altri segni—Possono accompagnarsi ad altri segni neurologici (difficoltà nel linguaggio, nella deglutizione, alterazioni della vista)

Sintomi associati alle vertigini

Le vertigini raramente si presentano isolate. Nella maggior parte dei casi si accompagnano a nausea e vomito, spesso molto intensi durante gli episodi acuti. La perdita di equilibrio è comune e può manifestarsi con instabilità nella deambulazione o difficoltà a mantenere la posizione eretta.

Possono comparire anche sudorazione profusa, pallore, senso di malessere generale e nistagmo, cioè movimenti involontari e ritmici degli occhi. Quando la causa è a livello dell’orecchio interno, si associano spesso disturbi uditivi: ronzii, fischi o fruscii nelle orecchie (acufeni), sensazione di orecchio ovattato o vera e propria riduzione dell’udito.

Nelle vertigini di origine centrale possono presentarsi sintomi neurologici come mal di testa intenso e insolito, disturbi visivi come visione doppia, difficoltà a parlare o a deglutire, debolezza o formicolio agli arti.

Quando è necessario consultare il medico

Un episodio isolato di vertigine leggera che si risolve spontaneamente non richiede necessariamente un intervento medico urgente. Tuttavia, è importante rivolgersi al medico quando le vertigini sono ricorrenti, molto intense o durano a lungo.

L’accesso al pronto soccorso diventa necessario in presenza di segnali d’allarme che potrebbero indicare una condizione grave: mal di testa improvviso e violento mai provato prima, febbre elevata, perdita di coscienza anche breve, debolezza o intorpidimento di un lato del corpo, difficoltà a parlare o a comprendere, disturbi della vista, dolore al petto, vomito incoercibile.

Questi sintomi potrebbero segnalare un ictus in corso o altre emergenze neurologiche che richiedono un trattamento immediato. Anche in assenza di segnali d’allarme, vertigini persistenti che interferiscono con le attività quotidiane meritano una valutazione specialistica per identificarne la causa e impostare il trattamento più adeguato.

Approcci terapeutici e rimedi

Il trattamento delle vertigini dipende dalla causa sottostante. Nella vertigine parossistica posizionale benigna, la manovra liberatoria di Epley eseguita dallo specialista permette di riposizionare gli otoliti e risolvere il problema, spesso già dopo una o poche sedute.

Per le vertigini acute possono essere prescritti farmaci sintomatici come antivertiginosi, antiemetici per controllare la nausea e sedativi vestibolari. Nelle forme infiammatorie come la labirintite possono essere utili cortisonici o, se si sospetta un’origine batterica, antibiotici.

La riabilitazione vestibolare rappresenta un’opzione terapeutica importante per molte forme di vertigine, specialmente quelle croniche o ricorrenti. Consiste in esercizi specifici che aiutano il sistema vestibolare a compensare i deficit e migliorare l’equilibrio.

Nelle vertigini di origine centrale il trattamento è diretto alla patologia neurologica sottostante e richiede la gestione da parte di uno specialista neurologo.