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Radiografia: cos’è, come funziona e quando serve

Presso il servizio di radiologia del Santagostino Nembro è possibile effettuare esami radiografici per la diagnosi di diverse condizioni dell’apparato scheletrico e di altri distretti del corpo, con apparecchiature moderne e personale sanitario qualificato.

Cos’è la radiografia e quando serve

La radiografia è un esame diagnostico che utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X) per ottenere immagini delle strutture interne del corpo. Si tratta di una delle tecniche di imaging medico più diffuse e consolidate, fondamentale per la diagnosi di numerose patologie a carico di ossa, articolazioni e alcuni organi interni.

L’esame radiologico permette di visualizzare fratture, lesioni ossee, infezioni, tumori e altre alterazioni anatomiche in modo rapido e non invasivo. Grazie alla sua versatilità, rappresenta spesso il primo livello di indagine diagnostica per molte condizioni mediche.

Le immagini radiografiche si basano sul principio che tessuti di densità diversa assorbono i raggi X in misura differente: le ossa, più dense, appaiono chiare (bianche) sulla lastra, mentre i tessuti molli risultano più scuri.

Come funziona l’esame radiografico

Durante una radiografia, un apparecchio emette un fascio di raggi X che attraversa la parte del corpo da esaminare. Questi raggi vengono assorbiti in percentuali diverse a seconda della composizione dei tessuti: le strutture più dense, come le ossa, ne bloccano una quantità maggiore rispetto ai tessuti molli.

Un recettore posizionato dietro il paziente cattura i raggi X che attraversano il corpo, generando un’immagine in negativo chiamata radiogramma. Le tecnologie digitali moderne hanno sostituito le pellicole tradizionali con sistemi computerizzati che consentono una migliore qualità dell’immagine, una riduzione dei tempi di refertazione e un’archiviazione più efficiente.

Il medico radiologo analizza le immagini per identificare eventuali anomalie e fornisce un referto scritto che viene inviato al medico richiedente per completare il percorso diagnostico. Presso il Centro Santagostino Nembro è attivo il servizio di radiologia con tecnologie all’avanguardia.

Quando viene prescritta una radiografia

L’esame radiologico viene prescritto in numerose situazioni cliniche. Per l’apparato scheletrico, la radiografia è indispensabile per diagnosticare fratture ossee, lussazioni articolari, artrosi, artrite, osteoporosi e deformità della colonna vertebrale. Per approfondire le problematiche della schiena è disponibile la radiografia schiena. È inoltre utilizzata per valutare il corretto consolidamento di una frattura durante il percorso di guarigione.

La radiografia del torace rappresenta uno degli esami più comuni, impiegata per rilevare polmoniti, versamenti pleurici, masse polmonari, ingrandimenti del cuore e altre patologie cardio-respiratorie. La radiografia polmoni viene spesso richiesta anche come screening prima di interventi chirurgici.

L’esame dell’addome permette di individuare calcoli renali o biliari, occlusioni intestinali, perforazioni di organi cavi e raccolte di aria o liquidi anomali. In ambito dentale, le radiografie odontoiatriche evidenziano carie, granulomi, fratture dentali e problemi dell’osso mandibolare.

Per le articolazioni degli arti inferiori sono disponibili esami specifici come la radiografia ginocchio e la radiografia piede.

La radiografia è dolorosa o invasiva?

L’esame radiografico è completamente indolore e non invasivo. Il paziente deve semplicemente posizionarsi come indicato dal tecnico di radiologia, mantenendo l’immobilità per pochi secondi durante l’acquisizione dell’immagine.

Non viene utilizzato alcun ago, non si avverte alcuna sensazione particolare durante l’esposizione ai raggi X. L’unico eventuale disagio può derivare dal mantenimento di una posizione specifica richiesta per ottenere l’inquadratura ottimale, specialmente in caso di dolore preesistente nella zona da esaminare.

Per alcune radiografie specifiche, come quelle del tratto digestivo con mezzo di contrasto, potrebbe essere necessario assumere una soluzione da bere, ma si tratta di casi particolari che vengono comunicati preventivamente al paziente.

Come prepararsi all’esame

Nella maggior parte dei casi, la radiografia non richiede alcuna preparazione particolare. Il paziente può mangiare, bere e assumere i farmaci abituali normalmente. È sufficiente presentarsi all’appuntamento con la richiesta medica e la documentazione sanitaria eventualmente disponibile.

Prima dell’esame è necessario rimuovere oggetti metallici presenti nella zona da esaminare: gioielli, orologi, cinture con fibbie metalliche, reggiseni con ferretti, piercing. Anche dispositivi elettronici come cellulari andrebbero lasciati fuori dalla sala radiologica.

Per alcune radiografie specifiche dell’addome viene richiesto il digiuno nelle sei-otto ore precedenti e l’astensione da cibi che producono gas nei giorni antecedenti. In questi casi, il centro diagnostico fornisce istruzioni dettagliate al momento della prenotazione.

Le donne in età fertile devono sempre comunicare un’eventuale gravidanza o anche solo il sospetto, poiché l’esposizione ai raggi X va evitata durante la gestazione, salvo casi di stretta necessità clinica valutati dal medico.

Quanto dura l’esame e quando si ottengono i risultati

L’esecuzione pratica di una radiografia richiede pochissimi minuti. Il tempo effettivo di esposizione ai raggi X è di pochi secondi, mentre la permanenza complessiva nella sala radiologica raramente supera i dieci-quindici minuti, inclusi il posizionamento e l’eventuale ripetizione di qualche proiezione.

Con i sistemi digitali moderni, le immagini sono disponibili immediatamente dopo l’acquisizione. Il medico radiologo necessita poi di tempo variabile per analizzare le radiografie e redigere il referto, che generalmente viene consegnato entro 24-48 ore, salvo casi urgenti in cui la refertazione avviene in tempi più rapidi.

Alcuni centri diagnostici offrono la possibilità di ritirare il referto online o tramite app dedicate, eliminando la necessità di tornare fisicamente nella struttura.

Sicurezza e dose di radiazioni

Le radiazioni utilizzate durante una radiografia sono ionizzanti e comportano una minima esposizione. Tuttavia, la dose ricevuta in un singolo esame è molto bassa e considerata sicura. I benefici diagnostici superano ampiamente i rischi potenziali quando l’esame è clinicamente giustificato.

I moderni apparecchi radiologici sono progettati per minimizzare l’esposizione, utilizzando la minor quantità di radiazioni necessaria per ottenere immagini diagnosticamente valide. Il personale tecnico adotta inoltre protezioni in piombo per schermare le zone del corpo non interessate dall’esame.

Non esistono limitazioni al numero di radiografie che una persona può effettuare nel corso della vita, purché ogni esame sia motivato da un’indicazione clinica specifica. Il medico valuta sempre il rapporto rischio-beneficio prima di prescrivere l’indagine.

In gravidanza, la radiografia viene evitata soprattutto nel primo trimestre, periodo di maggiore sensibilità del feto. In caso di necessità assoluta, vengono adottate tutte le precauzioni possibili per proteggere l’embrione, privilegiando altre tecniche diagnostiche prive di radiazioni quando disponibili, come l’ecografia.