Visita endocrinologica: quando farla e come prepararsi
Il sistema endocrino regola funzioni essenziali del nostro organismo attraverso la produzione di ormoni: metabolismo, crescita, fertilità, umore e molto altro dipendono dal suo corretto funzionamento. Quando compaiono sintomi come stanchezza persistente, variazioni improvvise di peso, alterazioni del ciclo mestruale o difficoltà a concepire, potrebbe essere il momento di consultare un endocrinologo.
La visita endocrinologica permette di identificare squilibri ormonali e patologie delle ghiandole endocrine, dalla tiroide alle ovaie, dai surreni al pancreas. Capire quando prenotarla e come prepararsi aiuta a ottenere una diagnosi accurata e a impostare, se necessario, il percorso terapeutico più adatto.
Prestazioni
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In cosa consiste la visita endocrinologica
La visita endocrinologica è un esame clinico non invasivo che valuta lo stato di salute del sistema endocrino. Durante l’appuntamento, l’endocrinologo analizza la storia clinica del paziente, i sintomi riferiti e i risultati di eventuali esami già eseguiti, per poi procedere con l’esame obiettivo.
Si tratta di una procedura completamente indolore che dura generalmente tra i 20 e i 40 minuti. L’obiettivo è individuare eventuali disfunzioni ormonali o patologie delle ghiandole endocrine e stabilire il percorso diagnostico-terapeutico più appropriato.
Cosa si fa nella visita endocrinologica
Durante la prima parte della visita, lo specialista raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica personale e familiare del paziente. Si indagano sintomi attuali, patologie pregresse, terapie farmacologiche in corso e abitudini di vita.
L’esame obiettivo può includere:
- palpazione della tiroide per verificare dimensioni, consistenza ed eventuali noduli
- misurazione di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e peso corporeo
- valutazione dell’aspetto generale e di eventuali segni fisici riconducibili a squilibri ormonali
- ispezione della pelle, dei capelli e della distribuzione del grasso corporeo.
In base ai risultati, l’endocrinologo può richiedere esami di approfondimento come analisi del sangue per dosaggi ormonali, ecografia tiroidea, MOC (densitometria ossea) o altri accertamenti strumentali. Se sono già disponibili esami recenti, è utile portarli alla visita per velocizzare il percorso diagnostico.
Quando si consiglia una visita endocrinologica
Prenotare una visita endocrinologica è consigliato quando compaiono sintomi che potrebbero indicare uno squilibrio ormonale. Tra i segnali più comuni:
- stanchezza cronica e difficoltà di concentrazione
- aumento o perdita di peso inspiegabili
- alterazioni del ciclo mestruale o difficoltà a concepire
- palpitazioni, tachicardia o intolleranza al caldo o al freddo
- perdita di capelli, fragilità delle unghie, pelle secca
- gonfiore o noduli al collo nella zona della tiroide
- problemi di erezione o calo della libido
- sbalzi d’umore, ansia o depressione senza causa apparente.
La visita è inoltre indicata per controllare patologie endocrine già diagnosticate, come ipotiroidismo, ipertiroidismo, diabete, osteoporosi o sindrome dell’ovaio policistico. I controlli periodici permettono di monitorare l’efficacia delle terapie e di adattarle alle esigenze del paziente nel tempo.
Quando prenotare dopo i 40 anni
Superati i 40 anni, è consigliabile sottoporsi a una valutazione endocrinologica anche in assenza di sintomi evidenti, soprattutto per le donne in fase di pre-menopausa o menopausa. Gli sbalzi ormonali tipici di questa fase possono infatti richiedere un supporto specialistico.
Anche in caso di familiarità per patologie tiroidee, diabete o osteoporosi, un controllo preventivo aiuta a intercettare eventuali problemi in fase iniziale.
Che differenza c’è tra diabetologo e endocrinologo
Diabetologo ed endocrinologo sono due figure specialistiche spesso sovrapposte, ma con ambiti di competenza leggermente diversi. L’endocrinologo è un medico specializzato in endocrinologia e malattie del metabolismo che si occupa di tutte le patologie delle ghiandole endocrine: tiroide, ipofisi, surreni, ovaie, testicoli e pancreas.
Il diabetologo è invece un endocrinologo che ha scelto di specializzarsi ulteriormente nella gestione del diabete mellito e delle sue complicanze. Segue in modo specifico i pazienti diabetici, impostando la terapia insulinica o farmacologica, educando alla corretta alimentazione e monitorando nel tempo l’andamento della glicemia.
In molti casi, lo stesso medico può ricoprire entrambi i ruoli, soprattutto nelle strutture sanitarie dove l’endocrinologia e la diabetologia sono integrate. Se si sospetta una patologia tiroidea o un altro disturbo ormonale, si prenota una visita endocrinologica; se si ha già una diagnosi di diabete o si vuole approfondire il rischio diabetico, è preferibile rivolgersi a un diabetologo.
Come prepararsi alla prima visita endocrinologica
Prepararsi adeguatamente alla prima visita endocrinologica aiuta lo specialista a formulare una diagnosi più precisa e a impostare eventuali esami di approfondimento.
Ecco cosa portare:
- esami del sangue recenti, in particolare quelli relativi alla funzionalità tiroidea (TSH, FT3, FT4), glicemia, emoglobina glicata, dosaggi ormonali
- ecografie tiroidee, MOC o altri esami strumentali già eseguiti
- lista dei farmaci assunti abitualmente, comprese eventuali terapie ormonali sostitutive o integratori
- documentazione relativa a patologie pregresse o interventi chirurgici.
Non è necessario essere a digiuno, a meno che la visita non sia seguita da prelievi del sangue programmati. È utile annotare i sintomi che hanno spinto a prenotare la visita, la loro frequenza e intensità, così da fornire allo specialista un quadro completo e dettagliato.
In alcuni casi, l’endocrinologo può richiedere di sospendere temporaneamente determinati farmaci prima di eseguire specifici esami ormonali. Se si assumono terapie importanti, è bene comunicarlo anticipatamente per ricevere indicazioni precise.
Dopo la visita: gli esami di approfondimento
Al termine della visita, l’endocrinologo può prescrivere esami di laboratorio o strumentali per confermare un sospetto diagnostico. I più comuni includono dosaggi ormonali specifici, ecografia tiroidea, scintigrafia, agoaspirato tiroideo o densitometria ossea.
Una volta ottenuti i risultati, lo specialista valuta se impostare una terapia farmacologica, suggerire modifiche dello stile di vita o programmare controlli periodici. La gestione delle patologie endocrine è spesso a lungo termine e richiede un monitoraggio costante per garantire il benessere del paziente.