Psoriasi: cos’è, quali tipi esistono e come si cura
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce circa il 2-3% della popolazione mondiale. Si manifesta con chiazze rosse ricoperte da squame biancastre che possono comparire in diverse parti del corpo. Non è contagiosa, ma può avere un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre. Conoscere le caratteristiche di questa patologia aiuta ad affrontarla con maggiore consapevolezza.
Cos’è la psoriasi e come si riconosce
La psoriasi è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule della pelle, accelerandone il ricambio. Normalmente le cellule cutanee si rinnovano in circa un mese, ma nella psoriasi questo processo avviene in soli 3-4 giorni. L’accumulo di cellule in superficie forma le tipiche placche squamose.
I segni caratteristici sono piuttosto riconoscibili: chiazze di pelle arrossata e ispessita, ricoperte da squame argentee o biancastre che si staccano facilmente. Le lesioni possono provocare prurito, bruciore o sensazione di tensione cutanea. In alcuni casi la pelle può screpolarsi e sanguinare.
Le zone più frequentemente colpite sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, parte bassa della schiena e unghie. Tuttavia, la psoriasi può manifestarsi praticamente ovunque, inclusi viso, mani, piedi e zona genitale.
Le cause della psoriasi
Qual è la causa vera della psoriasi? La risposta non è semplice, poiché si tratta di una malattia multifattoriale in cui genetica, sistema immunitario e fattori ambientali interagiscono tra loro.
La predisposizione genetica rappresenta un elemento fondamentale. Chi ha un genitore affetto da psoriasi ha circa il 10% di probabilità di svilupparla; se entrambi i genitori ne soffrono, il rischio sale al 50%. Sono stati identificati diversi geni coinvolti, anche se la loro presenza non significa automaticamente che la malattia si manifesterà.
Il sistema immunitario gioca un ruolo centrale. Nella psoriasi, alcune cellule immunitarie chiamate linfociti T si attivano in modo anomalo e innescano un’infiammazione che accelera la produzione di cellule cutanee. Questo meccanismo spiega perché i farmaci immunomodulatori sono efficaci nel trattamento.
Qual è il motivo per cui viene la psoriasi in un determinato momento? Spesso sono fattori scatenanti a far emergere la malattia in soggetti predisposti o a provocare riacutizzazioni. Tra questi troviamo: infezioni (soprattutto da streptococco), stress intenso, traumi cutanei, alcuni farmaci, fumo di sigaretta e consumo eccessivo di alcol.
I diversi tipi di psoriasi
Esistono varie forme di psoriasi, ciascuna con caratteristiche specifiche. Riconoscere il tipo è importante per impostare il trattamento più adeguato.
Diagnosi della psoriasi
La diagnosi di psoriasi è principalmente clinica: il dermatologo riconosce la malattia osservando le lesioni cutanee e raccogliendo informazioni sulla storia del paziente e della sua famiglia. In genere non sono necessari esami specifici.
In caso di dubbi, può essere utile una biopsia cutanea, che consiste nel prelevare un piccolo campione di pelle da analizzare al microscopio. Questo esame permette di escludere altre patologie con aspetto simile.
Il dermatologo valuterà anche l’eventuale coinvolgimento delle articolazioni. Circa il 30% delle persone con psoriasi sviluppa nel tempo l’artrite psoriasica, una forma di infiammazione articolare che causa dolore, gonfiore e rigidità, soprattutto a mani, piedi e colonna vertebrale.
Trattamento della psoriasi
Come si fa a guarire la psoriasi? È importante chiarire che attualmente non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili numerose terapie efficaci per controllare i sintomi e mantenere la malattia in remissione anche per lunghi periodi.
La scelta del trattamento dipende dalla gravità della psoriasi, dall’estensione delle lesioni, dalla loro localizzazione e dalla risposta individuale alle terapie.
Per le forme lievi, i trattamenti topici rappresentano la prima linea. Creme e unguenti a base di corticosteroidi riducono rapidamente l’infiammazione e il prurito. I derivati della vitamina D, come calcipotriolo, rallentano la crescita delle cellule cutanee. Spesso questi principi attivi vengono associati per aumentarne l’efficacia.
Gli emollienti e i cheratolitici aiutano ad ammorbidire e rimuovere le squame, migliorando l’aspetto della pelle e favorendo la penetrazione degli altri farmaci.
La fototerapia utilizza i raggi ultravioletti per rallentare la proliferazione cellulare. Viene eseguita in ambulatorio con apposite lampade e richiede sedute regolari per alcune settimane. L’esposizione controllata al sole può avere effetti benefici simili.
Per le forme moderate-severe o resistenti ai trattamenti locali, si ricorre alle terapie sistemiche. I farmaci tradizionali includono metotrexato, ciclosporina e acitretina, efficaci ma con possibili effetti collaterali che richiedono monitoraggio regolare.
I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento della psoriasi negli ultimi anni. Agiscono bloccando specifiche molecole coinvolte nell’infiammazione e permettono di ottenere la remissione completa o quasi completa delle lesioni in molti pazienti.
Convivere con la psoriasi
Oltre alle terapie farmacologiche, lo stile di vita influisce sull’andamento della malattia. Mantenere un peso corporeo adeguato è importante: l’obesità è associata a forme più severe e a una minore risposta ai trattamenti.
Smettere di fumare e limitare il consumo di alcol contribuisce a ridurre le riacutizzazioni. Anche la gestione dello stress, attraverso tecniche di rilassamento o attività fisica regolare, può migliorare il decorso della psoriasi.
Prendersi cura della pelle quotidianamente con prodotti idratanti delicati aiuta a mantenere la barriera cutanea integra e a prevenire la secchezza che peggiora i sintomi.
Il supporto psicologico può essere prezioso per affrontare l’impatto emotivo della malattia. Molte persone con psoriasi sperimentano imbarazzo, ansia o depressione, sentimenti comprensibili che meritano attenzione e, quando necessario, un aiuto professionale.