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Come si calcola l’obesità: BMI, valori e cosa fare

L’obesità rappresenta oggi uno dei principali problemi di salute pubblica a livello globale. Non si tratta semplicemente di una questione estetica, ma di una condizione medica che aumenta significativamente il rischio di sviluppare patologie croniche come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e ipertensione. Per identificare l’obesità e valutare il proprio stato di salute, esiste uno strumento semplice ma efficace: l’Indice di Massa Corporea o BMI.

Comprendere come calcolare l’obesità e conoscere i valori di riferimento è fondamentale per prendere consapevolezza del proprio stato di salute e, quando necessario, intraprendere un percorso di cura supportato da professionisti qualificati.

Come si fa il calcolo dell’obesità?

Il metodo più diffuso per valutare l’obesità è il calcolo dell’Indice di Massa Corporea, noto anche come BMI (Body Mass Index). Si tratta di un valore numerico che mette in relazione il peso corporeo con l’altezza di una persona, permettendo di classificare il soggetto in diverse categorie di peso.

La formula per calcolare il BMI è estremamente semplice:

BMI = peso (kg) / altezza² (m)

Per ottenere il risultato corretto, è necessario dividere il proprio peso espresso in chilogrammi per l’altezza al quadrato espressa in metri. Ad esempio, una persona che pesa 75 kg ed è alta 1,70 m avrà un BMI di 75 / (1,70 × 1,70) = 75 / 2,89 = circa 25,9.

Il valore ottenuto fornisce una prima indicazione sull’adeguatezza del peso corporeo rispetto alla propria statura. Più il BMI è elevato, maggiore è il rischio di trovarsi in una condizione di sovrappeso o obesità. È importante sottolineare che questo calcolo rappresenta uno strumento di screening iniziale, non una diagnosi definitiva, poiché non considera parametri come la composizione corporea o la distribuzione del grasso.

Quando si è obesi: tabella dei valori di riferimento

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito dei range di riferimento del BMI che permettono di classificare lo stato ponderale degli adulti. Questi valori sono universalmente riconosciuti e utilizzati dalla comunità scientifica internazionale.

I range di riferimento sono i seguenti:

Valore BMI (kg/m²)Classificazione
Inferiore a 18,5Sottopeso
18,5 – 24,9Normopeso
25 – 29,9Sovrappeso
30 – 34,9Obesità di primo grado
35 – 39,9Obesità di secondo grado
Superiore a 40Obesità di terzo grado (obesità grave)

Si parla quindi di obesità quando il BMI supera il valore di 30 kg/m². A partire da questa soglia, l’eccesso di massa grassa inizia a rappresentare un fattore di rischio significativo per la salute. L’obesità viene ulteriormente classificata in tre gradi di gravità crescente, che comportano rischi progressivamente maggiori per lo sviluppo di complicanze metaboliche e cardiovascolari.

È fondamentale comprendere che queste classificazioni si applicano alla popolazione adulta di discendenza europea. Per bambini, adolescenti e popolazioni di diversa etnia esistono curve di crescita e valori di riferimento specifici.

Qual è il BMI ideale?

Il BMI ideale per un adulto si colloca nel range del normopeso, ovvero tra 18,5 e 24,9 kg/m². All’interno di questo intervallo, il rischio di sviluppare patologie correlate al peso risulta significativamente ridotto rispetto alle categorie di sovrappeso e obesità.

Non esiste un singolo valore “perfetto” valido per tutti, ma piuttosto un intervallo di normalità entro cui il corpo può mantenere un buon equilibrio metabolico. Per molti individui, un BMI compreso tra 20 e 23 è associato al migliore stato di salute generale e alla maggiore aspettativa di vita.

Tuttavia, è importante considerare che il BMI ideale può variare leggermente in base a fattori individuali come l’età, il sesso e la costituzione fisica. Una persona molto muscolosa, ad esempio, potrebbe avere un BMI superiore a 25 pur mantenendo una percentuale di grasso corporeo nella norma, poiché il muscolo pesa più del tessuto adiposo.

Oltre il BMI: limiti e parametri aggiuntivi

Sebbene il BMI sia uno strumento utile e ampiamente utilizzato, presenta alcuni limiti che è importante conoscere. Questo indice non distingue tra massa grassa e massa magra, non considera la distribuzione del grasso corporeo e può risultare meno accurato in alcune popolazioni specifiche come atleti, anziani o persone con costituzioni fisiche particolari.

Per una valutazione più completa dell’obesità, i professionisti sanitari considerano anche altri parametri, tra cui:

ParametroCosa valuta
Circonferenza vitaAccumulo di grasso addominale, particolarmente pericoloso dal punto di vista metabolico
Rapporto vita-fianchiDistribuzione del grasso corporeo
PlicometriaSpessore delle pieghe cutanee in punti specifici del corpo
ImpedenziometriaComposizione corporea distinguendo massa grassa, massa magra e acqua corporea

Recenti raccomandazioni della comunità scientifica internazionale suggeriscono di non basare la diagnosi di obesità esclusivamente sul BMI, ma di integrarlo con altre misurazioni per ottenere un quadro clinico più accurato e personalizzato.

Cosa fare in base al risultato

Una volta calcolato il proprio BMI e identificata la categoria di appartenenza, è importante sapere come agire. Se il risultato indica normopeso, l’obiettivo è mantenere lo stato di salute attuale attraverso un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare.

In caso di sovrappeso o obesità, è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati come dietologi, nutrizionisti o medici specializzati in endocrinologia. L’obesità è una malattia che richiede un approccio terapeutico personalizzato e multidisciplinare, non una mancanza di volontà da affrontare in solitudine.

Un percorso di cura adeguato può includere modifiche dello stile di vita, supporto nutrizionale, attività fisica guidata e, nei casi più severi, terapie farmacologiche o interventi chirurgici bariatrici. L’importante è non sottovalutare i segnali che il corpo invia e affidarsi a chi può offrire un accompagnamento professionale e basato su evidenze scientifiche.