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Noduli alla tiroide: cosa sono, cause e quando preoccuparsi

I noduli alla tiroide sono formazioni circoscritte che si sviluppano all’interno della ghiandola tiroidea, situata nella parte anteriore del collo. Si tratta di una condizione molto diffusa, che interessa prevalentemente le donne e tende ad aumentare con l’avanzare dell’età. Nella stragrande maggioranza dei casi queste formazioni sono benigne e asintomatiche, scoperte casualmente durante controlli di routine o indagini eseguite per altre ragioni.

La tiroide regola funzioni essenziali come il metabolismo, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e lo sviluppo neuropsicofisico. Comprendere le caratteristiche dei noduli tiroidei, sapere quando approfondire e come gestirli è fondamentale per evitare preoccupazioni eccessive e, al contempo, non sottovalutare situazioni che richiedono un’attenzione maggiore.

Quali sono le cause dei noduli alla tiroide?

Le cause alla base della formazione di noduli tiroidei non sono sempre chiare, ma esistono diversi fattori che ne favoriscono lo sviluppo. Tra i principali:

  • Carenza iodica: una scarsa assunzione di iodio nella dieta può stimolare la tiroide a crescere in modo anomalo, favorendo la formazione di noduli e gozzo
  • Tiroidite cronica: processi infiammatori autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto possono portare allo sviluppo di formazioni nodulari
  • Fattori genetici: la familiarità per patologie tiroidee aumenta il rischio di sviluppare noduli
  • Esposizione a radiazioni: soprattutto durante l’infanzia, l’esposizione a radiazioni ionizzanti a livello del collo rappresenta un fattore di rischio
  • Età e sesso: l’incidenza aumenta con l’età ed è significativamente più elevata nelle donne.

In alcuni casi, i noduli si sviluppano per una crescita eccessiva di tessuto tiroideo normale (adenomi) o per la formazione di cisti contenenti liquido. Più raramente, possono essere di origine neoplastica.

Principali caratteristiche e sintomi

I noduli alla tiroide possono essere singoli o multipli, solidi o contenenti liquido (cistici), oppure presentare caratteristiche miste. Le dimensioni variano da pochi millimetri a diversi centimetri. Quando i noduli sono numerosi e provocano un ingrossamento diffuso della ghiandola, si parla di gozzo nodulare.

Dal punto di vista sintomatologico, la maggior parte dei noduli tiroidei rimane asintomatica per lungo tempo. Tuttavia, quando raggiungono dimensioni considerevoli o influenzano la funzione ormonale, possono manifestarsi segnali specifici:

  • Sensazione di pressione o costrizione al collo
  • Difficoltà nella deglutizione (disfagia)
  • Difficoltà respiratorie (dispnea)
  • Voce rauca o modificazioni del tono vocale
  • Nodulo visibile o palpabile alla base del collo.

Se il nodulo è iperfunzionante, ovvero produce ormoni tiroidei in eccesso, possono comparire sintomi di ipertiroidismo come tachicardia, perdita di peso involontaria, sudorazione eccessiva, nervosismo e tremori. Al contrario, noduli associati a tiroidite possono comportare una riduzione della funzione tiroidea con sintomi di ipotiroidismo: stanchezza, aumento di peso, sensibilità al freddo e rallentamento del metabolismo.

Come si capisce se un nodulo è benigno o maligno?

La distinzione tra noduli benigni e maligni è fondamentale e si basa su una serie di elementi clinici e diagnostici. Fortunatamente, solo il 5-10% dei noduli tiroidei ha natura tumorale. Alcuni segnali possono far sospettare una maggiore probabilità di malignità:

  • Storia familiare di carcinoma tiroideo
  • Esposizione a radiazioni ionizzanti in età pediatrica
  • Nodulo di consistenza dura e fisso ai tessuti circostanti
  • Presenza di linfonodi cervicali ingrossati
  • Rapida crescita del nodulo
  • Età molto giovane o molto avanzata.

L’ecografia tiroidea rappresenta l’esame di riferimento per valutare le caratteristiche dei noduli: i noduli sospetti presentano margini irregolari, struttura ipoecogena, microcalcificazioni e vascolarizzazione caotica. In base ai criteri ecografici, viene attribuito un punteggio di rischio che orienta verso ulteriori approfondimenti.

Diagnosi e monitoraggio

Il percorso diagnostico dei noduli tiroidei si articola in diverse fasi:

Esame diagnosticoFinalità e caratteristiche
Valutazione clinicaPalpazione del collo e raccolta di informazioni su storia clinica e familiarità per patologie tiroidee
Esami del sangueMisurazione di TSH, FT3, FT4 per valutare la funzionalità tiroidea; dosaggio di anticorpi antitiroidei per escludere patologie autoimmuni
Ecografia tiroidea con color dopplerDefinizione di numero, dimensioni, struttura e vascolarizzazione dei noduli; esame non invasivo e privo di radiazioni
Scintigrafia tiroideaIdentificazione di noduli caldi (iperfunzionanti), freddi (non funzionanti) o tiepidi; particolarmente utile in presenza di ipertiroidismo
Agoaspirato tiroideo (FNA)Prelievo di cellule dal nodulo mediante ago sottile guidato da ecografia per determinare la natura benigna, sospetta o maligna; indicato per noduli sospetti o >1 cm

Il monitoraggio periodico è essenziale per i noduli benigni: controlli ecografici annuali e dosaggi ormonali permettono di verificare l’eventuale crescita o modificazione delle caratteristiche del nodulo.

Cosa fare quando si hanno i noduli alla tiroide?

L’approccio terapeutico dipende dalle caratteristiche del nodulo, dai sintomi e dalla funzionalità tiroidea.

  • Osservazione e controlli periodici: se i noduli sono piccoli, benigni e asintomatici, è sufficiente un monitoraggio regolare con ecografie ed esami del sangue.
  • Terapia medica: nei noduli iperfunzionanti che causano ipertiroidismo, si ricorre a farmaci antitiroidei o, in alternativa, alla terapia con iodio radioattivo. Quest’ultima riduce progressivamente le dimensioni del nodulo e normalizza la produzione ormonale.
  • Terapia sostitutiva con levotiroxina: in caso di ipotiroidismo associato a noduli, può essere necessaria una terapia ormonale sostitutiva per ripristinare i corretti livelli di ormoni tiroidei.
  • Trattamenti mini-invasivi: tecniche come la termoablazione o l’alcolizzazione percutanea possono essere proposte per ridurre il volume di noduli benigni voluminosi senza ricorrere alla chirurgia.

Quando si deve togliere un nodulo alla tiroide?

L’intervento chirurgico di tiroidectomia (asportazione parziale o totale della tiroide) è indicato in situazioni specifiche:

  • Noduli maligni o con citologia sospetta all’agoaspirato
  • Noduli di grandi dimensioni che provocano sintomi compressivi (difficoltà respiratorie, disfagia)
  • Gozzo voluminoso con impatto estetico significativo
  • Noduli iperfunzionanti che non rispondono alla terapia medica
  • Crescita rapida del nodulo nonostante il trattamento.

L’intervento viene programmato dall’endocrinologo in collaborazione con il chirurgo endocrino. Dopo la tiroidectomia totale è necessaria una terapia sostitutiva con ormoni tiroidei per tutta la vita. I controlli post-operatori includono esami ematici, ecografie e, nei casi di carcinoma, il dosaggio della tireoglobulina come marcatore di recidiva.