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Cos’è la glicemia: quando è alta e quando bassa

La glicemia rappresenta la concentrazione di glucosio presente nel sangue, un parametro fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo. Il glucosio è la principale fonte di energia per le cellule del corpo, in particolare per il cervello, e il suo livello deve mantenersi entro range specifici per garantire il benessere generale.

Monitorare la glicemia è essenziale non solo per chi soffre di diabete, ma anche per prevenire l’insorgenza di questa patologia e di altre complicanze metaboliche. Valori troppo alti o troppo bassi possono infatti causare sintomi immediati e, nel lungo periodo, danni a organi vitali come cuore, reni, occhi e sistema nervoso.

In questo articolo scoprirai quali sono i valori normali della glicemia, come si misura correttamente, quali fattori possono influenzarla e come riconoscere i segnali di allarme che richiedono attenzione medica.

Qual è il valore normale della glicemia?

I valori di riferimento della glicemia variano a seconda del momento in cui viene effettuata la misurazione e delle condizioni del paziente. È importante distinguere tra glicemia a digiuno e glicemia post-prandiale.

  • Glicemia a digiuno: si misura dopo almeno 8 ore di digiuno, preferibilmente al mattino. I valori normali si collocano tra 70 e 99 mg/dL. Valori compresi tra 100 e 125 mg/dL indicano una condizione di alterata glicemia a digiuno (prediabete), mentre valori pari o superiori a 126 mg/dL, confermati in almeno due occasioni, sono diagnostici per il diabete mellito.
  • Glicemia post-prandiale: misurata due ore dopo i pasti, dovrebbe rimanere inferiore a 140 mg/dL. Valori tra 140 e 199 mg/dL suggeriscono un’alterata tolleranza al glucosio, mentre valori pari o superiori a 200 mg/dL possono indicare diabete.
  • Emoglobina glicata (HbA1c): questo esame fornisce una media dei livelli glicemici degli ultimi 2-3 mesi. Valori normali sono inferiori al 5,7%, mentre valori tra 5,7% e 6,4% indicano prediabete e valori pari o superiori al 6,5% sono diagnostici per diabete.
Tipo di esame Valori normali Prediabete Diabete
Glicemia a digiuno 70-99 mg/dL 100-125 mg/dL ≥126 mg/dL
Glicemia post-prandiale <140 mg/dL 140-199 mg/dL ≥200 mg/dL
Emoglobina glicata (HbA1c) <5,7% 5,7-6,4% ≥6,5%

Come si misura la glicemia

La misurazione della glicemia può essere effettuata in diversi modi, ciascuno con specifiche indicazioni e modalità di esecuzione.

  • Misurazione capillare con glucometro: è il metodo più comune per l’automonitoraggio domiciliare. Si utilizza un piccolo dispositivo portatile che analizza una goccia di sangue prelevata dal polpastrello mediante una lancetta pungidito. Il risultato è disponibile in pochi secondi. Questo metodo è particolarmente indicato per le persone con diabete che necessitano di controlli frequenti.
  • Prelievo venoso: effettuato in laboratorio, rappresenta il metodo più accurato per la misurazione della glicemia. Il sangue viene prelevato da una vena del braccio e analizzato con strumentazioni di precisione. Questo tipo di misurazione è utilizzato per la diagnosi e per controlli periodici approfonditi.
  • Monitoraggio continuo del glucosio (CGM): sistemi avanzati che utilizzano un sensore sottocutaneo per misurare i livelli di glucosio nel liquido interstiziale 24 ore su 24. Questi dispositivi forniscono dati in tempo reale e sono particolarmente utili per ottimizzare la gestione del diabete.

Per ottenere risultati attendibili, è importante seguire alcune accortezze: effettuare la misurazione a digiuno quando richiesto, assicurarsi che le mani siano pulite e asciutte, utilizzare strisce reattive non scadute e calibrare correttamente il glucometro.

Metodo Descrizione
Misurazione capillare con glucometro Metodo più comune per l’automonitoraggio domiciliare. Utilizza un dispositivo portatile che analizza una goccia di sangue dal polpastrello. Risultato in pochi secondi
Prelievo venoso Effettuato in laboratorio, metodo più accurato. Il sangue viene prelevato da una vena del braccio e analizzato con strumentazioni di precisione
Monitoraggio continuo del glucosio (CGM) Sistemi avanzati con sensore sottocutaneo per misurare i livelli di glucosio 24 ore su 24. Forniscono dati in tempo reale

Fattori che influenzano la glicemia

Numerosi elementi possono modificare i livelli di glucosio nel sangue, sia in senso positivo che negativo.

  • Alimentazione: i carboidrati contenuti negli alimenti vengono convertiti in glucosio durante la digestione, causando un aumento della glicemia. La velocità e l’entità di questo aumento dipendono dal tipo di carboidrati consumati, dalla quantità e dalla presenza di fibre, proteine e grassi nel pasto.
  • Attività fisica: l’esercizio fisico favorisce l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli, contribuendo ad abbassare la glicemia. L’effetto può durare anche diverse ore dopo l’attività e migliora la sensibilità all’insulina.
  • Stress: situazioni di stress fisico o emotivo stimolano il rilascio di ormoni come cortisolo e adrenalina, che possono aumentare la glicemia preparando l’organismo alla risposta “combatti o fuggi”. Lo stress cronico può anche contribuire a sviluppare ansia.
  • Farmaci: alcuni medicinali, come i corticosteroidi, possono aumentare la glicemia, mentre altri, come l’insulina e gli ipoglicemizzanti orali, la riducono. È importante informare sempre il medico di tutti i farmaci assunti.
  • Malattie e infezioni: durante episodi febbrili o infezioni, l’organismo rilascia ormoni che contrastano l’azione dell’insulina, causando un aumento della glicemia.
  • Sonno: la privazione di sonno o disturbi del ritmo sonno-veglia possono alterare la regolazione glicemica e ridurre la sensibilità all’insulina.

Quando la glicemia è preoccupante?

Esistono situazioni in cui i valori glicemici richiedono attenzione medica immediata o programmata.

  • Iperglicemia severa: valori superiori a 250-300 mg/dL, soprattutto se accompagnati da sintomi, richiedono intervento medico. Valori superiori a 400 mg/dL rappresentano un’emergenza che può portare a complicanze acute come la chetoacidosi diabetica.
  • Ipoglicemia: valori inferiori a 70 mg/dL sono considerati bassi e possono causare sintomi come tremori, sudorazione, confusione e, nei casi più gravi, perdita di coscienza. Valori inferiori a 54 mg/dL richiedono trattamento immediato. I tremori possono essere un segnale di allarme importante.
  • Valori persistentemente alterati: anche valori moderatamente elevati (tra 126 e 200 mg/dL a digiuno) che si mantengono costanti nel tempo richiedono valutazione medica per prevenire complicanze croniche.

È fondamentale consultare il medico quando si riscontrano valori anomali ripetuti, quando compaiono sintomi correlati o quando si hanno fattori di rischio per il diabete come familiarità, sovrappeso, età superiore a 45 anni o precedenti di diabete gestazionale. Una visita cardiologica può essere necessaria per valutare eventuali complicanze cardiovascolari.

Quali sono i sintomi per chi ha la glicemia alta?

L’iperglicemia può manifestarsi con sintomi caratteristici, che variano in intensità a seconda dei livelli glicemici e della durata dell’alterazione.

Sintomi classici dell’iperglicemia:

  • Poliuria: aumento della frequenza e della quantità di urine, anche durante la notte
  • Polidipsia: sete intensa e persistente
  • Polifagia: aumento dell’appetito nonostante l’alimentazione adeguata
  • Perdita di peso involontaria, nonostante l’aumentato appetito
  • Stanchezza e affaticamento persistenti, simili all’astenia
  • Visione offuscata
  • Difficoltà di concentrazione e irritabilità

Sintomi di iperglicemia prolungata:

  • Guarigione lenta di ferite e infezioni
  • Infezioni ricorrenti, in particolare urinarie e cutanee
  • Formicolii o intorpidimento a mani e piedi, una forma di parestesia
  • Secchezza cutanea e prurito

Nei casi più gravi, l’iperglicemia può causare nausea, vomito, dolore addominale, respiro affannoso e alito con odore di frutta (acetone), segni di chetoacidosi che richiedono intervento medico urgente.

Quali sono i cibi da evitare per la glicemia alta?

La gestione alimentare è fondamentale per controllare la glicemia. Alcuni alimenti possono causare picchi glicemici rapidi e dovrebbero essere limitati o evitati.

Zuccheri semplici e dolci: bibite zuccherate, succhi di frutta industriali, caramelle, dolciumi, miele e zucchero da tavola causano aumenti rapidi della glicemia.

Carboidrati raffinati: pane bianco, pasta non integrale, riso bianco, prodotti da forno industriali hanno un alto indice glicemico e scarso contenuto di fibre.

Alimenti processati: snack confezionati, merendine, cereali zuccherati per la colazione contengono spesso zuccheri aggiunti e grassi di scarsa qualità.

Grassi saturi e trans: carni grasse, insaccati, formaggi stagionati, fritture e prodotti industriali possono peggiorare la resistenza insulinica e aumentare i trigliceridi e il colesterolo.