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Ecografia delle anche del neonato: quando e perché farla

L’ecografia delle anche del neonato rappresenta uno degli esami più importanti nei primi mesi di vita. Si tratta di un controllo semplice e indolore che permette di identificare precocemente eventuali anomalie dell’articolazione dell’anca, come la displasia congenita. Questa condizione, se non diagnosticata tempestivamente, può compromettere la deambulazione futura del bambino.

Nei primi mesi di vita l’articolazione dell’anca è ancora immatura e cartilaginea, quindi particolarmente adatta a essere studiata attraverso gli ultrasuoni. Identificare eventuali problemi in questa fase consente interventi correttivi efficaci e poco invasivi.

Cos’è l’ecografia delle anche del neonato

L’ecografia delle anche neonatale è un esame diagnostico che utilizza gli ultrasuoni per valutare la morfologia e lo sviluppo dell’articolazione coxo-femorale. A differenza della radiografia, non impiega radiazioni ionizzanti ed è quindi completamente sicura per il neonato.

L’articolazione dell’anca è formata dalla testa del femore, di forma sferica, che si inserisce nell’acetabolo, una cavità concava del bacino. Nel neonato queste strutture sono ancora prevalentemente cartilaginee e quindi perfettamente visibili con l’ecografia. L’esame permette di verificare che la testa del femore sia correttamente posizionata nell’acetabolo e che la cavità sia sufficientemente profonda per accoglierla.

La principale finalità dell’ecografia è individuare la displasia congenita dell’anca, una malformazione che interessa circa 1-3 neonati su 100 nel nostro Paese, con una prevalenza nettamente maggiore nelle femmine (rapporto di 5:1 rispetto ai maschi).

Quando fare l’ecografia alle anche ai neonati

Il timing dell’esame dipende dalla presenza o meno di fattori di rischio. In assenza di particolari indicazioni, l’ecografia viene generalmente eseguita tra il secondo e il terzo mese di vita, quando le strutture articolari sono ancora sufficientemente plastiche da permettere eventuali correzioni ma abbastanza sviluppate da fornire immagini chiare.

Esistono tuttavia situazioni in cui l’esame va anticipato già al primo mese:

  • familiarità per displasia dell’anca (genitori o fratelli che hanno avuto questa condizione)
  • presentazione podalica durante la gravidanza
  • presenza di altre anomalie degli arti inferiori, come il piede torto
  • gemellarità
  • segnali clinici sospetti rilevati dal pediatra durante le visite di controllo

Il pediatra esegue infatti alcune manovre specifiche già dalle prime visite: la manovra di Ortolani e quella di Barlow permettono di verificare la stabilità dell’articolazione, mentre il segno di Galeazzi evidenzia un’eventuale differenza di altezza tra le ginocchia. Se queste manovre risultano positive, l’ecografia diventa urgente.

Dopo i tre mesi di vita l’accuratezza diagnostica dell’ecografia diminuisce progressivamente, perché le ossa iniziano a ossificarsi e diventano meno visibili agli ultrasuoni. In questi casi potrebbe essere necessaria una radiografia.

Cosa si vede con l’ecografia delle anche

L’ecografia permette di valutare diversi aspetti dell’articolazione:

  • la morfologia dell’acetabolo e la sua capacità di contenere la testa del femore
  • il corretto posizionamento della testa femorale all’interno della cavità
  • il grado di maturità dell’articolazione
  • la presenza di eventuali lussazioni o sublussazioni

Durante l’esame il medico acquisisce immagini specifiche e misura alcuni angoli che definiscono la normalità o meno dello sviluppo dell’anca. In particolare vengono valutati l’angolo alfa (che indica lo sviluppo del tetto osseo dell’acetabolo) e l’angolo beta (che riguarda la componente cartilaginea).

Questi parametri permettono di classificare le anche secondo la classificazione di Graf, che distingue diversi gradi di normalità o displasia. Un’anca normale presenta un acetabolo profondo e ben conformato che contiene stabilmente la testa del femore. Un’anca displasica può invece mostrare un acetabolo piatto o poco sviluppato, con la testa femorale mal posizionata o addirittura fuori dalla sua sede naturale (lussazione).

Come fanno un’ecografia anche per un neonato

L’esame è molto semplice e dura pochi minuti. Il bambino viene posizionato sul fianco, prima da un lato e poi dall’altro, con l’aiuto del genitore che lo tiene fermo delicatamente. Non è necessaria alcuna preparazione preliminare.

Il medico applica sulla cute un gel ecografico trasparente che facilita il passaggio degli ultrasuoni, poi appoggia la sonda ecografica sulla zona dell’anca, perpendicolarmente alla cute. Le immagini compaiono in tempo reale su uno schermo e vengono acquisite per la refertazione.

L’esame è completamente indolore e non provoca alcun fastidio al neonato. Non ci sono controindicazioni né effetti collaterali. Alcuni bambini potrebbero piangere per la posizione o per la sensazione del gel freddo sulla pelle, ma si tratta di un disagio minimo e transitorio.

Quanto costa l’ecografia alle anche neonati

Presso il poliambulatorio Santagostino Nembro, l’ecografia anche neonatali ha un costo a partire da 80 euro. Il prezzo può variare in base alla disponibilità del professionista e al momento della prenotazione.

Questo esame permette di individuare precocemente eventuali anomalie dell’articolazione dell’anca, come la displasia congenita, garantendo un intervento tempestivo quando necessario.

Al Santagostino Nembro puoi prenotare l’ecografia anche neonatali in modo semplice e veloce, direttamente online o telefonicamente. La struttura offre orari flessibili e comodità di accesso, rendendo più agevole la gestione degli impegni familiari.

Punti chiave dell’ecografia delle anche neonatale

L’ecografia delle anche rappresenta uno strumento fondamentale per la salute del neonato. I punti essenziali da ricordare sono:

  • è un esame non invasivo, sicuro e indolore che utilizza ultrasuoni
  • va eseguito preferibilmente tra il secondo e il terzo mese di vita
  • in presenza di fattori di rischio va anticipato al primo mese
  • permette di diagnosticare precocemente la displasia dell’anca
  • una diagnosi tempestiva consente trattamenti efficaci e poco invasivi
  • non richiede alcuna preparazione specifica
  • la precocità dell’intervento è determinante per garantire un corretto sviluppo dell’articolazione e una normale deambulazione futura.

Affidarsi a centri specializzati in pediatria e ortopedia pediatrica garantisce la massima accuratezza diagnostica e la corretta interpretazione dei risultati.