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Dolore all’anca: cause, sintomi e cosa fare per stare meglio

Il dolore all’anca, tecnicamente definito coxalgia, rappresenta una delle problematiche muscolo-scheletriche più frequenti, soprattutto dopo i 50 anni. Si tratta di un sintomo che può variare da un lieve fastidio a un dolore invalidante, capace di compromettere la qualità della vita quotidiana e limitare le normali attività.

L’articolazione coxofemorale, punto di incontro tra femore e bacino, è sottoposta quotidianamente a carichi notevoli. Quando si verifica un’alterazione delle sue componenti – cartilagine, tendini, muscoli o strutture ossee – il dolore diventa il segnale d’allarme che qualcosa non funziona correttamente.

Comprendere l’origine del disturbo è fondamentale per intervenire in modo mirato ed evitare che una condizione inizialmente gestibile evolva in un problema cronico.

Quando fa male l’anca cosa può essere: le cause comuni

Le origini del dolore all’anca sono molteplici e variano in base all’età, allo stile di vita e alle condizioni di salute generali. Tra le cause più frequenti troviamo:

Causa Descrizione
Coxartrosi Forma di artrosi che colpisce l’anca, caratterizzata dal progressivo consumo della cartilagine articolare. Causa principale di coxalgia negli over 60
Borsite trocanterica Infiammazione della borsa sierosa situata lateralmente all’anca, provoca dolore acuto specialmente quando si dorme sul fianco interessato o si salgono le scale
Tendinite Sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti che infiammano i tendini dei muscoli glutei o del muscolo ileo-psoas, generando dolore durante specifici movimenti
Lesioni del labbro acetabolare Lesione della struttura fibrocartilaginea a seguito di traumi o movimenti ripetitivi, causa dolore e sensazione di blocco articolare
Conflitto femoro-acetabolare Alterazione anatomica che provoca sfregamento anomalo tra femore e acetabolo, comune negli sportivi e nei giovani adulti
Fratture Negli anziani con osteoporosi, anche traumi apparentemente lievi possono causare fratture del collo del femore

Altri fattori includono artrite reumatoide, osteonecrosi della testa del femore, displasia congenita dell’anca e problemi muscolari da sovraccarico. Il sovrappeso, la sedentarietà e alcune attività sportive intense costituiscono ulteriori fattori di rischio.

Dove si localizza il dolore all’anca e i sintomi associati

Il dolore all’anca non si manifesta sempre nello stesso punto. La localizzazione precisa fornisce indizi importanti sulla struttura coinvolta:

Localizzazione del dolore Caratteristiche Possibili cause
Dolore inguinale Tipico delle patologie articolari, può irradiarsi verso l’interno della coscia Coxartrosi, lesioni del labbro acetabolare
Dolore laterale Si accentua alla palpazione e durante movimenti specifici Borsite trocanterica, tendinite dei muscoli abduttori
Dolore posteriore Può estendersi lungo la parte posteriore della coscia Problemi della colonna lombare, patologie della muscolatura glutea

I sintomi che accompagnano il dolore variano in base alla causa sottostante ma comunemente includono:

  • rigidità articolare, particolarmente evidente al risveglio o dopo periodi di inattività
  • limitazione nei movimenti, con difficoltà a incrociare le gambe o ad allacciarsi le scarpe
  • zoppia, che il corpo adotta come meccanismo di compenso per ridurre il carico
  • scrosci o clic articolari durante il movimento
  • gonfiore localizzato nei casi di infiammazione acuta

Il dolore può manifestarsi durante l’attività fisica, a riposo o durante la notte, interferendo con il sonno quando ci si gira sul fianco interessato.

Quando fa male l’anca fa bene camminare?

La risposta dipende dalla causa del dolore e dalla sua intensità. In fase acuta, quando l’infiammazione è marcata e il dolore è intenso, il riposo relativo è consigliato per evitare di aggravare la situazione.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il movimento controllato e la camminata moderata risultano benefici. L’attività fisica leggera mantiene la mobilità articolare, previene la rigidità e stimola la circolazione sanguigna, favorendo i processi riparativi. Il movimento inoltre rinforza la muscolatura di supporto, fondamentale per stabilizzare l’articolazione e ridurre il carico.

È importante camminare su superfici piane, con calzature adeguate che ammortizzino l’impatto, e aumentare gradualmente durata e intensità. Se la camminata provoca un aumento significativo del dolore o causa zoppia marcata, è opportuno ridurre l’attività e consultare uno specialista.

L’inattività prolungata, al contrario, peggiora la rigidità articolare e favorisce l’atrofia muscolare, creando un circolo vizioso che amplifica il problema.

Come sfiammare il dolore all’anca: cosa fare in fase acuta

Quando il dolore all’anca si manifesta in modo acuto, alcune strategie immediate possono offrire sollievo.

Applicazione di ghiaccio: nei primi 2-3 giorni dall’insorgenza del dolore, applicare impacchi freddi per 15-20 minuti più volte al giorno aiuta a ridurre l’infiammazione. Proteggere sempre la pelle con un panno.

Riposo modificato: evitare le attività che provocano dolore senza però immobilizzare completamente l’articolazione. Alternare periodi di riposo a movimenti leggeri.

Posture corrette: limitare la posizione seduta prolungata e, quando necessario, utilizzare cuscini per mantenere una postura adeguata. Evitare di accavallare le gambe.

Farmaci antinfiammatori: sotto indicazione medica, i FANS possono ridurre dolore e infiammazione. Non assumere mai farmaci senza consulto professionale.

Esercizi di stretching delicato: movimenti controllati di allungamento della catena posteriore e dei flessori dell’anca mantengono l’elasticità senza sovraccaricare l’articolazione.

Evitare attività ad alto impatto, salti, corsa e movimenti bruschi finché il dolore non si attenua.

Quando consultare un medico

Alcuni segnali indicano la necessità di una valutazione medica tempestiva:

  • dolore intenso e improvviso, specialmente dopo una caduta o un trauma
  • impossibilità di caricare il peso sull’arto o di camminare
  • deformità visibile dell’anca o della gamba
  • gonfiore marcato, arrossamento o calore locale
  • febbre associata al dolore, che può indicare un’infezione
  • persistenza del dolore oltre 1-2 settimane nonostante i rimedi domiciliari
  • peggioramento progressivo dei sintomi

Una valutazione specialistica in ortopedia comprende l’esame obiettivo, la valutazione della mobilità articolare e, quando necessario, esami diagnostici come radiografia, ecografia o risonanza magnetica per identificare la causa specifica.

Trattamenti medici e percorsi terapeutici

Il trattamento del dolore all’anca viene personalizzato in base alla diagnosi:

Terapie conservative rappresentano il primo approccio nella maggior parte dei casi e includono fisioterapia mirata al rinforzo muscolare e al recupero della mobilità, terapie fisiche come tecarterapia o laser, e infiltrazioni con cortisonici o acido ialuronico per ridurre l’infiammazione.

Terapie rigenerative come il PRP (plasma ricco di piastrine) possono stimolare i processi riparativi nei casi di lesioni tendinee o cartilaginee.

Intervento chirurgico si rende necessario quando le terapie conservative falliscono o in presenza di danni strutturali severi. L’artroscopia permette di trattare lesioni del labbro acetabolare o conflitti femoro-acetabolari, mentre la protesi d’anca rappresenta la soluzione definitiva per una coxartrosi avanzata.

La scelta terapeutica dipende da età, attività quotidiane, gravità del danno e risposta ai trattamenti iniziali. Un approccio multidisciplinare che coinvolge ortopedico, fisioterapista e, quando necessario, altri specialisti garantisce i migliori risultati nel lungo termine.