Skip to content

Cos’è il colesterolo LDL: valori e come si misura

Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein, ovvero lipoproteine a bassa densità) è una delle frazioni del colesterolo totale presente nel sangue. Si tratta di particelle che trasportano il colesterolo dal fegato verso i tessuti periferici dell’organismo, dove viene utilizzato per diverse funzioni cellulari fondamentali.

Il colesterolo in sé è una sostanza lipidica indispensabile per il corpo umano: partecipa alla formazione delle membrane cellulari, è precursore di ormoni steroidei e vitamina D, ed è coinvolto nella produzione di acidi biliari necessari per la digestione dei grassi.

Tuttavia, quando le LDL sono presenti in quantità eccessive nel sangue, tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie, contribuendo alla formazione di placche aterosclerotiche. Questo processo, chiamato aterosclerosi, restringe progressivamente il lume dei vasi sanguigni e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari gravi come infarto del miocardio e ictus. È proprio per questo motivo che il colesterolo LDL viene definito “cattivo”: non perché sia dannoso di per sé, ma perché il suo eccesso rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare significativo.

Quanto deve essere il colesterolo LDL

I valori ottimali di colesterolo LDL non sono uguali per tutti, ma variano in base al profilo di rischio cardiovascolare individuale. Le linee guida internazionali distinguono diversi target terapeutici a seconda della presenza di fattori di rischio o patologie pregresse.

Per la popolazione generale a basso rischio cardiovascolare, il valore di colesterolo LDL dovrebbe essere inferiore a 116 mg/dL. Tuttavia, per chi presenta fattori di rischio moderati (come ipertensione, familiarità per malattie cardiovascolari, età avanzata o diabete mellito), l’obiettivo si abbassa a valori inferiori a 100 mg/dL.

Nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, come chi ha già avuto un infarto o un ictus, o chi soffre di diabete con danno d’organo, i valori target diventano ancora più stringenti: il colesterolo LDL dovrebbe essere mantenuto sotto i 70 mg/dL, e in alcuni casi ad altissimo rischio anche sotto i 55 mg/dL.

È importante sottolineare che la valutazione del rischio cardiovascolare non si basa solo sul valore del colesterolo LDL, ma considera l’insieme di diversi parametri: pressione arteriosa, glicemia, abitudine al fumo, indice di massa corporea e altri fattori clinici. Per questo motivo è fondamentale affidarsi al proprio medico per un’interpretazione personalizzata degli esami del sangue.

Profilo di rischio Valore target LDL
Popolazione generale a basso rischio < 116 mg/dL
Rischio moderato (ipertensione, familiarità, età avanzata, diabete mellito) < 100 mg/dL
Alto rischio (pregresso infarto/ictus, diabete con danno d’organo) < 70 mg/dL
Altissimo rischio < 55 mg/dL

Quando il colesterolo LDL è preoccupante

Il colesterolo LDL diventa preoccupante quando supera i valori target stabiliti in base al profilo di rischio individuale. Non esiste un valore universale oltre il quale scatta l’allarme, perché tutto dipende dal contesto clinico della persona.

Un valore di 130 mg/dL può essere considerato accettabile in un giovane adulto sano senza fattori di rischio, ma risulta decisamente elevato e preoccupante in una persona che ha già avuto un evento cardiovascolare o che presenta diabete.

Oltre al valore assoluto, è importante considerare la durata dell’esposizione a livelli elevati di LDL: più a lungo il colesterolo rimane alto, maggiore è il danno cumulativo alle arterie. Per questo motivo, anche valori moderatamente elevati, se persistenti nel tempo, possono diventare preoccupanti e richiedere un intervento.

Altri segnali di allarme includono la presenza di ipercolesterolemia familiare, una condizione genetica che causa livelli molto elevati di colesterolo LDL fin dalla giovane età, o la coesistenza di altri fattori di rischio cardiovascolare che amplificano il pericolo.

Quale deve essere il rapporto tra colesterolo LDL e HDL

Oltre ai valori assoluti di colesterolo LDL, è utile considerare anche il rapporto tra colesterolo LDL e colesterolo HDL (High Density Lipoprotein, il cosiddetto “colesterolo buono”). Il colesterolo HDL svolge infatti una funzione protettiva, rimuovendo il colesterolo in eccesso dalle arterie e riportandolo al fegato per essere eliminato.

Un rapporto ottimale tra colesterolo totale e HDL dovrebbe essere inferiore a 5 negli uomini e a 4,5 nelle donne. Più specificamente, il rapporto LDL/HDL dovrebbe essere inferiore a 3,5. Valori più bassi indicano un migliore equilibrio tra colesterolo “cattivo” e “buono”, con un profilo di rischio cardiovascolare più favorevole.

Avere livelli elevati di HDL (superiori a 40 mg/dL negli uomini e 50 mg/dL nelle donne) rappresenta un fattore protettivo che può in parte compensare valori di LDL non ottimali, anche se l’obiettivo primario rimane sempre quello di mantenere il colesterolo LDL nei limiti raccomandati.

Come si fa ad abbassare il colesterolo LDL

Ridurre il colesterolo LDL è possibile attraverso modifiche dello stile di vita e, quando necessario, con l’aiuto di terapie farmacologiche. L’approccio più efficace combina diverse strategie.

  • Alimentazione: la dieta gioca un ruolo fondamentale. È importante ridurre il consumo di grassi saturi (presenti in carni grasse, insaccati, formaggi stagionati, burro) e di grassi trans (presenti in alcuni prodotti industriali). Vanno privilegiati invece alimenti ricchi di fibre solubili (avena, legumi, frutta), grassi insaturi (olio extravergine d’oliva, frutta secca, pesce azzurro) e steroli vegetali. La dieta mediterranea rappresenta un modello alimentare ideale per il controllo del colesterolo.
  • Attività fisica: l’esercizio fisico regolare, anche moderato come 30 minuti di camminata veloce al giorno per almeno 5 giorni alla settimana, contribuisce ad abbassare il colesterolo LDL e ad aumentare quello HDL.
  • Controllo del peso: perdere peso in caso di sovrappeso o obesità migliora significativamente il profilo lipidico.
  • Eliminazione del fumo: smettere di fumare è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare complessivo.
  • Terapia farmacologica: quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti a raggiungere i valori target, il medico può prescrivere farmaci specifici. Le statine rappresentano la classe di farmaci più utilizzata ed efficace per ridurre il colesterolo LDL. In alcuni casi possono essere associati altri farmaci come ezetimibe o, nelle situazioni più complesse, i nuovi inibitori di PCSK9.
Strategia Descrizione
Alimentazione Ridurre grassi saturi e trans, privilegiare fibre solubili, grassi insaturi e steroli vegetali. Modello: dieta mediterranea
Attività fisica Esercizio regolare: 30 minuti di camminata veloce al giorno per almeno 5 giorni alla settimana
Controllo del peso Perdere peso in caso di sovrappeso o obesità migliora il profilo lipidico
Eliminazione del fumo Smettere di fumare per ridurre il rischio cardiovascolare complessivo
Terapia farmacologica Statine (farmaci più utilizzati), ezetimibe, inibitori di PCSK9 quando modifiche stile di vita non sufficienti

La decisione di iniziare una terapia farmacologica va sempre presa insieme al medico, valutando attentamente il rapporto rischio-beneficio individuale e considerando tutti i fattori di rischio cardiovascolare presenti. Una visita cardiologica può essere utile per una valutazione approfondita del proprio stato di salute cardiovascolare, soprattutto in presenza di dolore al petto, palpitazioni, aritmia o altri sintomi che potrebbero indicare problemi cardiaci come angina pectoris o ischemia. Anche altri fattori metabolici come i trigliceridi elevati richiedono attenzione e monitoraggio costante.