Risonanza magnetica cervicale: cos’è, cosa vede e preparazione
La risonanza magnetica cervicale è un esame diagnostico che utilizza campi magnetici e onde di radiofrequenza per studiare la parte superiore della colonna vertebrale. A differenza della radiografia, non impiega raggi X né radiazioni ionizzanti, risultando quindi sicura e ripetibile quando necessario.
Questo tipo di risonanza si concentra sul tratto cervicale, composto da sette vertebre situate nella zona del collo, includendo anche il midollo spinale, i dischi intervertebrali, i tessuti molli circostanti e le strutture nervose. Il medico la prescrive quando sussistono sintomi come dolore persistente al collo, formicolio alle braccia, intorpidimento, debolezza muscolare degli arti superiori o limitazioni nei movimenti della testa.
L’esame permette di valutare con precisione le condizioni dei tessuti molli, che risultano meno visibili con altre tecniche di imaging come la TAC, rendendolo particolarmente utile per individuare alterazioni discali, compressioni nervose o lesioni midollari.
Cosa si vede da una risonanza magnetica alla cervicale
Le immagini prodotte dalla risonanza magnetica cervicale forniscono una visualizzazione dettagliata di diverse strutture anatomiche. Il radiologo può identificare con chiarezza le vertebre cervicali, i dischi intervertebrali, il midollo spinale, le radici nervose che emergono dalla colonna e i tessuti molli circostanti.
Tra le condizioni più frequentemente diagnosticate attraverso questo esame troviamo:
| Condizione | Descrizione |
|---|---|
| Ernie discali cervicali | Il nucleo polposo fuoriesce dal disco vertebrale comprimendo le strutture nervose adiacenti |
| Protrusioni discali | Rigonfiamenti del disco che possono causare sintomi simili all’ernia |
| Stenosi del canale vertebrale | Restringimento dello spazio in cui passa il midollo spinale |
| Lesioni del midollo spinale | Causate da traumi, patologie infiammatorie come la sclerosi multipla o degenerative |
| Artrosi cervicale | Degenerazione delle articolazioni vertebrali |
| Tumori | Masse che interessano le vertebre, il midollo o i tessuti molli |
| Malformazioni congenite | Alterazioni presenti dalla nascita |
| Esiti post-traumatici | Conseguenze di incidenti stradali come il colpo di frusta |
La risonanza può essere eseguita senza mezzo di contrasto nella maggior parte dei casi. Il contrasto viene somministrato solo quando si sospettano specifiche patologie come lesioni midollari infiammatorie o tumori.
Come si svolge la procedura
Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno di un cilindro magnetico. Per la risonanza cervicale, viene posizionata una bobina ricetrasmittente intorno al collo, senza coprire il viso del paziente. Questa accortezza riduce la sensazione di costrizione che alcune persone potrebbero avvertire.
Il requisito fondamentale per ottenere immagini di qualità è l’immobilità assoluta. Anche piccoli movimenti possono compromettere la nitidezza delle immagini e richiedere la ripetizione dell’esame. Durante l’acquisizione, il macchinario produce un rumore ritmico caratteristico dovuto al funzionamento delle bobine magnetiche. Per questo motivo, al paziente vengono fornite cuffie o tappi auricolari.
L’operatore sanitario rimane in una stanza adiacente ma può comunicare con il paziente attraverso un interfono. In caso di disagio o necessità, è sempre possibile interrompere momentaneamente l’esame.
Quanto dura una risonanza magnetica alla cervicale
La durata complessiva dell’esame varia solitamente tra i 20 e i 30 minuti. Questo tempo può aumentare se vengono richieste sequenze aggiuntive o se viene somministrato il mezzo di contrasto, che richiede l’acquisizione di ulteriori immagini dopo l’iniezione.
Il paziente deve considerare anche il tempo necessario per le operazioni preliminari: compilazione dei moduli, rimozione di oggetti metallici, posizionamento sul lettino. In totale, è consigliabile calcolare circa 45-60 minuti di permanenza presso la struttura.
Cosa fare prima della risonanza magnetica alla cervicale
La preparazione per l’esame dipende dalla modalità di esecuzione. Quando la risonanza viene effettuata senza mezzo di contrasto, non è richiesto il digiuno né la sospensione dei farmaci abituali. È possibile assumere le terapie croniche come i farmaci antipertensivi con poca acqua.
Il giorno dell’esame è indispensabile portare con sé:
- La prescrizione medica (impegnativa) non più vecchia di sei mesi
- Il questionario anamnestico compilato, dove si specificano eventuali condizioni mediche, interventi pregressi, allergie e presenza di dispositivi metallici nel corpo
- Eventuali esami radiologici precedenti (radiografie, TAC, risonanze) per consentire un confronto
Se l’esame prevede la somministrazione del mezzo di contrasto, le indicazioni cambiano:
- Presentarsi a digiuno da almeno 4 ore
- Portare gli esami del sangue recenti, in particolare i valori di creatinina per verificare la funzionalità renale
- Segnalare eventuali allergie note ai mezzi di contrasto
È fondamentale rimuovere tutti gli oggetti metallici: gioielli, orologi, cinture, forcine, apparecchi acustici e protesi dentarie mobili.
Controindicazioni e limitazioni
Non tutti i pazienti possono sottoporsi alla risonanza magnetica cervicale. Le controindicazioni assolute riguardano la presenza di:
- Pacemaker cardiaci o defibrillatori impiantabili (a meno che non siano compatibili con la risonanza magnetica)
- Neurostimolatori
- Clip vascolari metalliche ferromagnetiche
- Corpi estranei metallici nell’occhio
- Alcune protesi o impianti metallici incompatibili con i campi magnetici
Per quanto riguarda la gravidanza, generalmente si preferisce evitare l’esame durante il primo trimestre per precauzione, anche se non esistono evidenze di danno al feto. Nel secondo e terzo trimestre, la risonanza può essere eseguita quando i benefici superano i rischi potenziali.
I pazienti che soffrono di claustrofobia possono richiedere una risonanza aperta, disponibile in alcune strutture, oppure una leggera sedazione previo consulto medico.
L’esame non è doloroso né pericoloso. L’unico fastidio è rappresentato dal rumore del macchinario, gestibile con le protezioni acustiche fornite.
Quando la cervicale richiede attenzione immediata
I sintomi più gravi della cervicale che richiedono una valutazione urgente includono: perdita improvvisa di forza agli arti superiori, difficoltà nella coordinazione dei movimenti, alterazioni della sensibilità che si estendono rapidamente, problemi nel controllo degli sfinteri, dolore intenso e persistente che non risponde ai comuni analgesici, o sintomi che seguono un trauma importante.
In presenza di questi segnali, il medico può prescrivere una risonanza magnetica cervicale in regime d’urgenza per escludere compressioni midollari gravi, fratture vertebrali o altre condizioni che necessitano di intervento immediato.