Skip to content

Trauma al ginocchio da caduta: cosa fare e quando preoccuparsi

Una caduta che coinvolge il ginocchio può causare lesioni di diversa natura e gravità. Spesso si tratta di semplici contusioni che si risolvono autonomamente, ma in alcuni casi il trauma può danneggiare legamenti, cartilagini o strutture ossee, richiedendo un intervento medico tempestivo.

Riconoscere i segnali d’allarme e sapere come gestire immediatamente il trauma è fondamentale per evitare complicanze e favorire una guarigione corretta. In questo articolo scoprirai quali lesioni possono verificarsi dopo una caduta, cosa fare nei primi momenti e quando è necessario consultare uno specialista.

Cosa fare quando si cade e si sbatte il ginocchio

Le prime ore dopo il trauma sono decisive per limitare il danno e accelerare il recupero. Appena possibile, è importante seguire il protocollo RICE (rest, ice, compression, elevation), un approccio consolidato nella gestione dei traumi articolari acuti.

Il riposo è il primo passo: evitare di caricare il peso sul ginocchio interessato e limitare i movimenti che provocano dolore. Nelle prime 48-72 ore è consigliabile ridurre al minimo l’attività fisica.

L’applicazione di ghiaccio deve avvenire nei primi minuti dopo la caduta. Il freddo aiuta a ridurre il gonfiore, rallenta il processo infiammatorio e allevia il dolore. Applicare il ghiaccio avvolto in un panno per 15-20 minuti, ripetendo l’applicazione ogni 2-3 ore durante il primo giorno.

La compressione mediante una fasciatura elastica o un tutore aiuta a contenere l’edema. La fasciatura non deve essere troppo stretta per evitare di compromettere la circolazione sanguigna.

Infine, mantenere il ginocchio sollevato sopra il livello del cuore, quando possibile, favorisce il drenaggio dei liquidi e riduce il gonfiore.

Le possibili lesioni da trauma al ginocchio

Dopo una caduta sul ginocchio possono verificarsi diversi tipi di lesioni, da quelle superficiali a quelle più profonde che coinvolgono le strutture interne dell’articolazione.

Le contusioni rappresentano le lesioni più comuni. Si tratta di traumi ai tessuti molli che causano la rottura di piccoli vasi sanguigni, con conseguente formazione di ematomi. Il ginocchio appare gonfio, dolente e presenta spesso una colorazione violacea che nel tempo vira al verde-giallastro.

Le abrasioni e lacerazioni cutanee si verificano quando la pelle entra in contatto con superfici ruvide o taglienti. Mentre le abrasioni superficiali guariscono spontaneamente, le lacerazioni profonde possono richiedere punti di sutura e, se causate da oggetti contaminati, vaccinazione antitetanica.

Le distorsioni coinvolgono i legamenti del ginocchio, in particolare il legamento crociato anteriore, il collaterale mediale o laterale. Si manifestano con dolore acuto, gonfiore rapido e instabilità articolare.

Nei traumi più violenti possono verificarsi lesioni meniscali o fratture ossee. Queste condizioni richiedono sempre una valutazione medica e diagnostica per immagini.

Come capire se ci sono danni al ginocchio

Alcuni segnali indicano che il trauma ha provocato lesioni che necessitano di attenzione medica. La capacità di riconoscerli permette di intervenire tempestivamente.

Un gonfiore importante che compare rapidamente (entro poche ore dalla caduta) suggerisce un versamento articolare interno, possibile segnale di lesioni ai legamenti o al menisco. Se invece il gonfiore è più superficiale e graduale, probabilmente si tratta di un semplice ematoma.

L’impossibilità di caricare il peso sul ginocchio o di camminare normalmente rappresenta un campanello d’allarme. Se il dolore al ginocchio impedisce di appoggiare il piede a terra, è necessario un controllo medico.

Una sensazione di instabilità, come se il ginocchio “ceda” o non sia stabile durante i movimenti, può indicare un danno ai legamenti che compromette la stabilità articolare.

La presenza di deformità visibili, gonfiore molto localizzato o la percezione di elementi che si muovono all’interno dell’articolazione sono segnali che richiedono un intervento urgente.

Quando consultare un medico dopo una caduta

Non tutti i traumi al ginocchio richiedono immediatamente l’intervento di uno specialista, ma esistono situazioni che non devono essere sottovalutate.

È necessario recarsi al pronto soccorso o contattare un medico quando:

  • il dolore è molto intenso e non migliora con riposo e ghiaccio
  • il ginocchio appare deformato o fuori asse rispetto alla posizione normale
  • si avverte un “crack” o “pop” al momento del trauma, seguito da gonfiore immediato
  • il ginocchio è completamente bloccato e non si riesce a piegarlo o estenderlo
  • compaiono febbre, arrossamento intenso o calore eccessivo nella zona (possibili segni di infezione)
  • il dolore e il gonfiore peggiorano progressivamente nei giorni successivi.

Anche se i sintomi iniziali sembrano lievi, è consigliabile una visita ortopedica se il dolore persiste oltre 5-7 giorni o se non si recupera la normale funzionalità del ginocchio.

Quanto dura il dolore al ginocchio dopo una caduta

La durata del dolore dipende dalla gravità della lesione e dalla risposta individuale al trattamento.

Tipo di lesione Tempo di guarigione
Contusioni lievi 7-10 giorni
Contusioni moderate 2-3 settimane
Contusioni gravi 4-6 settimane o più
Distorsioni legamentose lievi 2-3 settimane
Distorsioni legamentose gravi Diversi mesi

Come si cura un trauma al ginocchio: i trattamenti successivi

Dopo la fase acuta, quando dolore e gonfiore iniziano a diminuire, è importante avviare un percorso di recupero funzionale.

La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale nel ripristino della mobilità, della forza muscolare e della stabilità articolare. Gli esercizi di stretching dolce aiutano a recuperare l’escursione articolare, mentre il rinforzo muscolare della coscia stabilizza il ginocchio e previene recidive.

Le terapie fisiche strumentali come la tecarterapia, il laser o gli ultrasuoni possono accelerare il riassorbimento dell’edema e la riparazione tissutale.

Nei casi più gravi, con rotture legamentose complete o lesioni meniscali significative, può essere necessario un intervento chirurgico seguito da un programma di riabilitazione specifico presso un centro di ortopedia e traumatologia.

L’assunzione di antinfiammatori non steroidei può essere utile nella fase acuta per controllare dolore e infiammazione, sempre sotto indicazione medica.