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Esami per la tiroide: quali fare e quando sono necessari

Gli esami per la tiroide permettono di valutare il corretto funzionamento di questa piccola ghiandola situata alla base del collo, fondamentale per il metabolismo e il benessere dell’intero organismo. Attraverso semplici analisi del sangue ed eventuali esami strumentali è possibile identificare precocemente alterazioni della funzionalità tiroidea e intervenire tempestivamente. Sapere quali esami fare e quando è il primo passo per prendersi cura della propria salute.

La tiroide e il suo ruolo nell’organismo

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla posizionata nella parte anteriore del collo, davanti alla trachea. Nonostante le sue dimensioni ridotte, svolge funzioni essenziali per l’organismo attraverso la produzione di ormoni tiroidei.

Gli ormoni tiroidei principali sono la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Questi ormoni regolano il metabolismo basale, influenzando la velocità con cui il corpo consuma energia. Intervengono inoltre nella regolazione della temperatura corporea, nel funzionamento del cuore, nella crescita e nello sviluppo del sistema nervoso.

La produzione di ormoni tiroidei è controllata dall’ipofisi, una ghiandola situata alla base del cervello, attraverso il TSH (ormone tireostimolante). Quando i livelli di ormoni tiroidei nel sangue diminuiscono, l’ipofisi aumenta la produzione di TSH per stimolare la tiroide; quando invece gli ormoni sono in eccesso, il TSH si riduce.

Quali sono gli esami completi per la tiroide

Per valutare in modo completo la funzionalità tiroidea sono disponibili diverse tipologie di esami, dalle analisi del sangue agli esami strumentali.

Le analisi del sangue rappresentano il primo livello di indagine. Il TSH è l’esame più importante e sensibile per valutare la funzione tiroidea. Valori elevati di TSH indicano che la tiroide sta lavorando poco (ipotiroidismo), mentre valori bassi suggeriscono un’eccessiva attività (ipertiroidismo).

Gli ormoni tiroidei liberi, FT3 e FT4, misurano la quota di ormoni effettivamente disponibile per i tessuti. Vengono dosati per confermare e quantificare un’alterazione sospettata dal TSH e per monitorare le terapie in corso.

Gli anticorpi anti-tiroide sono utili per identificare le cause autoimmuni delle disfunzioni tiroidee. I principali sono gli anticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO), gli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG) e gli anticorpi anti-recettore del TSH (TRAb).

La tireoglobulina è una proteina prodotta dalla tiroide, utilizzata principalmente nel follow-up dei pazienti operati per tumore tiroideo.

La calcitonina è un ormone prodotto dalle cellule C della tiroide, importante per la diagnosi di alcune forme tumorali.

Che esami fare per vedere se la tiroide funziona bene

Per un primo controllo della funzionalità tiroidea, nella maggior parte dei casi è sufficiente il dosaggio del TSH. Questo esame è molto sensibile e permette di individuare anche alterazioni lievi della funzione tiroidea.

Se il TSH risulta alterato, il medico prescriverà il dosaggio degli ormoni liberi FT3 e FT4 per completare il quadro. In caso di sospetta origine autoimmune, verranno richiesti anche gli anticorpi anti-TPO e anti-TG.

Per le donne in gravidanza o che cercano una gravidanza, il controllo della tiroide è particolarmente importante. Gli ormoni tiroidei sono essenziali per lo sviluppo del feto, soprattutto nelle prime settimane. Il TSH andrebbe controllato idealmente prima del concepimento e durante il primo trimestre.

Chi assume farmaci per la tiroide deve sottoporsi a controlli periodici per verificare l’adeguatezza della terapia e aggiustare eventualmente il dosaggio.

Esami strumentali per la tiroide

Oltre alle analisi del sangue, esistono esami strumentali che permettono di visualizzare la struttura della tiroide.

L’ecografia tiroidea è l’esame di imaging più utilizzato. Non invasivo e privo di radiazioni, permette di valutare dimensioni, forma e struttura della ghiandola, identificando eventuali noduli, cisti o alterazioni del tessuto. È indicata quando alla palpazione si rilevano anomalie o quando gli esami del sangue suggeriscono un problema.

La scintigrafia tiroidea utilizza un tracciante radioattivo per studiare la funzionalità della ghiandola e dei singoli noduli. Permette di distinguere i noduli “caldi” (iperfunzionanti) da quelli “freddi” (non funzionanti), informazione utile per la gestione clinica.

L’agoaspirato tiroideo è una procedura che consiste nel prelevare alcune cellule da un nodulo tiroideo mediante un ago sottile, guidato dall’ecografia. L’esame citologico delle cellule prelevate permette di escludere o sospettare una natura maligna del nodulo.

Quali sono i 4 disturbi legati alla tiroide

Le principali disfunzioni tiroidee che gli esami permettono di diagnosticare sono quattro. Approfondisci l’argomento nella nostra guida sui disturbi della tiroide.

Patologia Descrizione e sintomi
Ipotiroidismo Produzione insufficiente di ormoni tiroidei. Sintomi: stanchezza, aumento di peso, intolleranza al freddo, pelle secca, stitichezza, rallentamento mentale e depressione. Causa più comune: tiroidite di Hashimoto (malattia autoimmune).
Ipertiroidismo Produzione eccessiva di ormoni tiroidei. Sintomi: nervosismo, tachicardia, perdita di peso nonostante appetito aumentato, intolleranza al caldo, tremori e disturbi del sonno. Causa più frequente: morbo di Basedow-Graves (malattia autoimmune).
Noduli tiroidei Formazioni solide o cistiche all’interno della ghiandola. Molto comuni, nella maggior parte dei casi benigni. Importante valutarli per escludere presenza di tumori.
Tiroiditi Infiammazioni della tiroide con diverse cause: autoimmuni, virali, post-partum o da farmaci. Possono causare temporaneamente sia ipertiroidismo che ipotiroidismo.

Preparazione agli esami della tiroide

Le analisi del sangue per la tiroide non richiedono preparazioni particolari. Il digiuno non è strettamente necessario per il dosaggio degli ormoni tiroidei, ma può essere richiesto se vengono eseguiti altri esami insieme al profilo tiroideo.

È importante segnalare al medico tutti i farmaci e gli integratori assunti, poiché alcuni possono interferire con i risultati. La biotina (vitamina B7), presente in molti integratori per capelli e unghie, può alterare significativamente i valori degli esami tiroidei e dovrebbe essere sospesa alcuni giorni prima del prelievo.

Chi assume farmaci per la tiroide come la levotiroxina dovrebbe effettuare il prelievo prima di assumere la compressa del mattino, per non alterare i risultati.

Per l’ecografia tiroidea non è necessaria alcuna preparazione. L’esame dura pochi minuti ed è completamente indolore.

Quando fare gli esami della tiroide

Gli esami della tiroide sono consigliati in presenza di sintomi sospetti come astenia persistente, variazioni di peso inspiegabili, alterazioni dell’umore, irregolarità del ciclo mestruale, palpitazioni o intolleranza al caldo o al freddo.

Alcune categorie di persone dovrebbero sottoporsi a controlli periodici anche in assenza di sintomi: donne sopra i 50 anni, persone con familiarità per malattie tiroidee, chi ha altre patologie autoimmuni, donne in gravidanza o che pianificano una gravidanza.

Dopo i 60 anni, un controllo del TSH ogni pochi anni può essere utile per identificare precocemente disfunzioni tiroidee subcliniche, frequenti in questa fascia d’età.

In caso di riscontro di noduli o alterazioni agli esami, il medico stabilirà la frequenza dei controlli successivi in base alla situazione specifica.